Gli istituti scolastici, operando come autonome stazioni appaltanti, sono chiamati a gestire risorse economiche anche ingenti per l’affidamento dei contratti pubblici. E questo vale ancora di più di fronte ai finanziamenti del Pnrr. È pertanto raccomandabile, come si legge sul sito dell’Anac (Autorità Nazionale per l’Anticorruzione), la periodica rotazione dei dirigenti scolastici nelle scuole, che diventa necessaria ogni qualvolta si ravvisino rischi specifici di corruzione, anche minimale.
La posizione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sulla rotazione dei dirigenti scolastici è molto chiara e anche ben motivata. La misura indicata dall’ANAC è concepita come strumento di tutela generale, priva di funzioni sanzionatorie, ma volta invece a rafforzare l’autonomia dei dirigenti. Va ricordato, poi, che nel caso dei presidi, si parla di una categoria omogenea, che non mostra particolari necessità formative connesse agli eventuali trasferimenti. Né questi possono pregiudicare, se programmati per tempo, il buon andamento dell’istituzione scolastica.
Anac indica come ambito territoriale dei trasferimenti, un raggio di 50 chilometri rispetto alla sede di provenienza, possibilmente mantenendo l’incarico all’interno dello stesso comune, o comunque assecondando l’eventuale preferenza del dirigente, se non oggetto di conflitti di interesse.
Per effetto della direttiva di rotazione dei dirigenti scolastici, sono proprio gli uffici scolastici regionali a prevedere la possibilità di ottenere fino a massimo tre incarichi triennali sulla stessa sede, al termine dei quali non potrà più essere richiesta la conferma nella sede della sede e sarà obbligatorio presentare domanda di mutamento.
Quindi per quanto suddetto la direttiva prevede che l’a.s. 2023/24 sarà per tutti i dirigenti scolastici l’anno di decorrenza dei tre incarichi, considerando come promo incarico quello in essere.
Ne consegue che i primi dirigenti scolastici a dover effettuare il mutamento obbligatorio sono quelli attualmente al secondo anno del loro incarico, i quali avranno la possibilità di completare nel 2023/2024 il primo triennio e richiedere 2 conferme nella stessa sede e presentare obbligatoriamente domanda di mutamento tra 7 anni. In buona sostanza se un dirigente scolastico ha ottenuto la conferma nel 2023/2024 e sta schiudendo un secondo triennio nel 2026/2027, potrà solo trovare, al massimo, conferma per un terzo triennio con permanenza nella medesima sede fino al 2029/20230.
È necessario specificare che il limite massimo ordinario per i dirigenti scolastici nella stessa sede è di tre mandati triennali (9 anni). Tuttavia, la rotazione può avvenire anche prima della scadenza dei tre mandati in presenza di dimensionamenti scolastici oppure di motivati provvedimenti da parte del Direttore Generale dell’Ufficio scolastico Regionale o ancora in caso di rischi previsti nel Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.