Si è delineato un quadro di diffusa eccellenza per la dirigenza scolastica italiana durante l’ultimo incontro tra il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali, svoltosi mercoledì 29 luglio. Al centro del dibattito, i risultati della valutazione relativa all’anno scolastico 2024/2025, che confermano l’alto livello di professionalità dei capi d’istituto nel nostro Paese.
Secondo i dati forniti dall’Amministrazione, la stragrande maggioranza dei dirigenti ha raggiunto traguardi di rilievo. Su un totale di 7.099 Dirigenti Scolastici valutati, ben 6.114 hanno ottenuto il massimo risultato (80/100).
Il resto della platea si attesta su livelli ampiamente positivi:
Il processo di valutazione ha previsto anche solidi meccanismi di tutela e revisione. Sono stati infatti 711 i dirigenti che hanno richiesto un contraddittorio presso gli Uffici Regionali, mentre 66 si sono rivolti all’organismo di garanzia. Questa fase di confronto ha portato a 38 proposte di modifica delle valutazioni iniziali, a testimonianza di un sistema che punta alla massima accuratezza.
Durante l’incontro è intervenuto anche il presidente dell’Invalsi, Roberto Ricci, il quale ha sottolineato come l’ultimo rapporto fornisca indicatori preziosi per il costante miglioramento del sistema scolastico.
Mentre si conclude l’iter per l’anno in corso, lo sguardo è già rivolto al futuro. Per l’anno scolastico 2025/2026, la piattaforma ministeriale rimane aperta per permettere l’aggiornamento dei dati e il caricamento di nuove evidenze, con una chiusura definitiva delle operazioni prevista entro novembre 2026.
Le novità più rilevanti riguardano però il triennio successivo. Per l’anno scolastico 2026/2027, i criteri di valutazione saranno così ripartiti:
La vera innovazione risiede nell’introduzione di parametri legati direttamente al contributo della scuola al successo formativo degli studenti, un indicatore che mira a premiare la capacità dei dirigenti di incidere concretamente sui percorsi di crescita dei ragazzi. Inoltre, verrà data maggiore rilevanza alle specificità territoriali attraverso la diversificazione della valutazione su scala regionale.