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30.07.2026

Valutazione dei Dirigenti scolastici, oltre l’86% ottiene il massimo punteggio

Si è delineato un quadro di diffusa eccellenza per la dirigenza scolastica italiana durante l’ultimo incontro tra il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali, svoltosi mercoledì 29 luglio. Al centro del dibattito, i risultati della valutazione relativa all’anno scolastico 2024/2025, che confermano l’alto livello di professionalità dei capi d’istituto nel nostro Paese.

I numeri del successo

Secondo i dati forniti dall’Amministrazione, la stragrande maggioranza dei dirigenti ha raggiunto traguardi di rilievo. Su un totale di 7.099 Dirigenti Scolastici valutati, ben 6.114 hanno ottenuto il massimo risultato (80/100).

Il resto della platea si attesta su livelli ampiamente positivi:

  • 883 dirigenti hanno ricevuto una valutazione “buona”;
  • 94 sono risultati “sufficienti”;
  • solamente 8 casi hanno riportato un giudizio negativo.

Trasparenza e garanzia

Il processo di valutazione ha previsto anche solidi meccanismi di tutela e revisione. Sono stati infatti 711 i dirigenti che hanno richiesto un contraddittorio presso gli Uffici Regionali, mentre 66 si sono rivolti all’organismo di garanzia. Questa fase di confronto ha portato a 38 proposte di modifica delle valutazioni iniziali, a testimonianza di un sistema che punta alla massima accuratezza.

Durante l’incontro è intervenuto anche il presidente dell’Invalsi, Roberto Ricci, il quale ha sottolineato come l’ultimo rapporto fornisca indicatori preziosi per il costante miglioramento del sistema scolastico.

Verso il futuro: nuovi obiettivi strategici

Mentre si conclude l’iter per l’anno in corso, lo sguardo è già rivolto al futuro. Per l’anno scolastico 2025/2026, la piattaforma ministeriale rimane aperta per permettere l’aggiornamento dei dati e il caricamento di nuove evidenze, con una chiusura definitiva delle operazioni prevista entro novembre 2026.

Le novità più rilevanti riguardano però il triennio successivo. Per l’anno scolastico 2026/2027, i criteri di valutazione saranno così ripartiti:

  • Obiettivi nazionali: peseranno per 70/100;
  • Obiettivi regionali: peseranno per 10/100.

La vera innovazione risiede nell’introduzione di parametri legati direttamente al contributo della scuola al successo formativo degli studenti, un indicatore che mira a premiare la capacità dei dirigenti di incidere concretamente sui percorsi di crescita dei ragazzi. Inoltre, verrà data maggiore rilevanza alle specificità territoriali attraverso la diversificazione della valutazione su scala regionale.

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