Home Politica scolastica Sindacati: stop alla regionalizzazione, vogliamo contratti decorosi

Sindacati: stop alla regionalizzazione, vogliamo contratti decorosi

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Cgil, Cisl e Uil continuano a lavorare per la manifestazione del 9 febbraio.
Nelle ultime ore è stato divulgato il “volantone” che verrà utilizzato per promuovere l’iniziativa e che verrà poi distribuito ai partecipanti alla manifestazione stessa.
Si parla di tutto, dal lavoro,  al welfare fino alle pensioni.
E, ovviamente, anche di scuola

Giudizio negativo dei sindacati sulle scelte del Governo sulla scuola

“L’istruzione, la formazione e  la ricerca sono centrali per lo sviluppo, la democrazia e la competitività del Paese, nonché per il contrasto alle disuguaglianze sociali” sostengono i sindacati che aggiungono: “La manovra prevede forti penalizzazioni e tagli di risorse per i settori della conoscenza oltre alla insufficienza dei finanziamenti per i rinnovi contrattuali 2019-2021 dei lavoratori pubblici. Vogliamo l’adeguamento delle retribuzioni del settore al livello europeo, misure concrete per l’abbattimento del tasso di dispersione scolastica e per l’aumento del numero di studenti in possesso di un titolo terziario”.
Senza dimenticare che “deve essere rafforzato il raccordo della filiera istruzione-formazione-lavoro” che è come dire che sul taglio delle ore dell’alternanza scuola-lavoro i sindacati non sono per nulla d’accordo.

Contratti pubblici fermi

Negativo il giudizio sulle scelte del Governo in materia di contratti e lavoro pubblico: “La manovra stanzia risorse insufficienti per il rinnovo dei contratti pubblici, nessun piano straordinario di assunzioni, non sblocca il turn over e non prevede nessun investimento. La manovra, inoltre, penalizza i dipendenti pubblici rispetto ai privati sia per l’accesso al pensionamento con quota 100, all’erogazione del TFS/TFR, escludendo dalla defiscalizzazione i premi di risultato”.

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Regionalizzazione della scuola

Il documento affronta infine anche la questione della regionalizzazione evidenziando  che “il Governo, con il modello di autonomia che si sta delineando, rischia di disarticolare il sistema dei diritti ed alimentare nuove disuguaglianze e divari territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno”.
“È necessario – aggiungono i sindacati – garantire i livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali dei cittadini in maniera uniforme sull’intero territorio nazionale, a partire dall’istruzione, dalla sanità e dalla sicurezza: aspetti che costituiscono la cifra identificativa della nostra Repubblica democratica”.
Ma su questo tema si attende per le prossime ore anche un documento più articolato a firma dei sindacati del comparto scuola.