Home I lettori ci scrivono Sindacati sull’orlo di una crisi di nervi: grandi e… piccoli

Sindacati sull’orlo di una crisi di nervi: grandi e… piccoli

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  • GUERINI

Potrei dire che un certo risultato lo abbia già ottenuto, ovvero quello di sollevare l’attenzione generale dei sindacati piccoli o grandi che siano sul fatto che noi insegnanti siamo veramente stanchi di essere presi in giro.
Devo anche dire che, a parte l’obiettivo preciso della petizione che chi non legge il testo non percepisce, abbiamo ottenuto un principale risultato: l’attenzione dei sindacati.
Questa attenzione, però, arriva tardi, male e spesso mediata da qualche personaggio senza scrupoli che non ha neanche il coraggio di dare un nome alle persone  a cui si rivolge in modo sprezzante, presuntuoso e arrogante: “gli insegnanti della petizione”.
Ecco, gli insegnanti della petizione sono rei di essersi riuniti intorno ad una forma di protesta non condivisa da un sindacato che rappresenta un numero di persone inferiore agli invitati ad un matrimonio.
Gli insegnanti della petizione, perchè usare il nome Professione Insegnante, era un onore che non ci spetta, sono rei di usare un altro strumento che non è sostitutivo dello sciopero ma complementare. Ed è questo ciò che i piccoli sindacati non hanno capito. Io mi chiedo ancora di cosa abbiano paura. Non riesco proprio a capire.

Da un lato criticano anche i nostri calcoli (200 euro netti al mese), dall’altro chiedono aumento del 20% dall’alto dei loro grandi numeri di rappresentanza e dall’alto del potere di firma contrattuale che non hanno mai avuto.

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Quindi meglio sparare alto ma guai a leggere uno strumento che magari coalizza decine di migliaia di docenti. Invidia? Forse.

Io credo che sia una occasione persa di dialogo tra la base che si riunisce ormai sui social e parla liberamente e alcuni sindacati microscopici che potrebbero anch’essi coalizzarsi e raggiungere numeri congrui e rappresentare una massa critica necessaria a dar voce alla richieste.
Ora mi chiedo, perchè fare certi proclami e additare noi, proprio noi che dal basso e da anni portiamo avanti la protesta degli insegnanti?

Perchè, invece, non chiedere di unire le forze e usare questo spazio per fare vera propaganda?

Di certo non siamo noi a sceglierci gli antagonisti nè i nemici e di certo non saranno i sindacati minori i nostri nemici.
La petizione è indirizzata ai sindacati “pronto firma”, quelli che stanno andando a ringraziare per la mancetta. E’ indirizzata a loro e non al governo perchè noi non possiamo fare una richiesta diretta ma ne facciamo un’altra, è la nostra scelta: chiediamo ai sindacati pronto-firma di non firmare mancette umilianti.

Tra noi, centomila insegnanti, ci sono tanti tesserati che non aspettano altro che l’atto finale per stracciare le tessere. Tanti insegnanti in cerca di rappresentanza che abbandonano i grandi sindacati. E i piccoli che fanno? Ci criticano quando dovrebbero ringraziarci.
Ecco allora che questo modo di agire non porta alcun risultato. Noi pretendiamo le scuse di alcuni che vengono addirittura a condividere qui i loro proclami contro di noi come se nulla fosse. Pretendiamo un comunicato chiaro e limpido di smentita su tante cose che circolano tra i militanti poi sguinzagliati a condividere di tutto.
Noi non siamo contro lo sciopero a priori ed io per primo pur non condividendo certe lotte ho lasciato che i post di propaganda restassero. Tuttavia non possiamo tollerare di essere presi a pesci in faccia e di dover esporre anche la propaganda di chi lo fa.

La misura è colma ma siamo comunque aperti a qualsiasi forma distensiva che contempli le scuse di chi acuisce i toni senza che ce ne sia bisogno.
Restiamo in attesa di un segnale di distensione che siamo quasi certi che non arriverà ma, si sa, la speranza è ultima a morire. Che sia il primo gesto di umiltà da parte di chi non può permettersi tanta arroganza?

Salvo Amato (Professione Insegnante)