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Sisma, scuola d’Amatrice rasa al suolo. Il sindaco: per i tecnici era a posto, siamo parte lesa

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“Dopo il terremoto dell’Aquila facemmo venire i tecnici per verificare se la scossa, che qui si è sentita molto forte, avesse messo a repentaglio la stabilità dell’edificio”.

A ricordarlo, parlando della scuola primaria “Romolo Capranica” di Amatrice, distrutta a seguito del terremoto del 24 agosto, è il sindaco del paese reatino, Sergio Pirozzi, in un’intervista al Corriere della Sera.

Riferendosi al sopralluogo del 2012, il sindaco di Amatrice ha detto che “la scuola è risultata a posto. Di più, nel 2013 qui ci fu un altro terremoto e altri rilievi tecnici. E per la stabilità della scuola io ricevetti addirittura i complimenti. Mentre per il liceo… nonostante non fosse di mia competenza io lottai perché i ragazzi non rientrassero in quella struttura pericolosa. E ora mi dovrebbero fare un monumento per quel container che può ospitare il centro operativo della protezione civile per i soccorsi perché è l’unica struttura rimasta agibile”.

E ora? “Ognuno si assumerà le eventuali responsabilità”.

E ancora: “io sono distrutto da questo perché ho dei figli piccoli. Siamo parte lesa; se è stato fregato qualcuno è stato fregato il comune di Amatrice. Su quello c’è un’indagine, lavori di miglioramento che hanno fatto – perché il sindaco non lavora- lavori di consolidamento della vulnerabilità sismica. Se emergeranno responsabilità, il comune ha notificato che si costituirà parte civile, e tutta la documentazione comunque è agli atti perché si trova al genio civile e alla regione. State sereni che Amatrice non fa sconti a nessuno“.

Sulla ricostruzione del paese, il sindaco ricorda che “Amatrice era uno dei borghi più belli d’Italia e così deve tornare. Io rivoglio la città com’era. Il modello sarà quello del Friuli, non delle New town. Meglio aspettare un po’ di più nelle tende ma riavere l’Amatrice disegnata da Cola Filotesio”, dichiara il sindaco.

“I soccorsi sono stati straordinari. Abbiamo avuto prove di affetto dagli amici e da tutto il mondo. Siamo montanari. Di fronte alle difficoltà noi ci rimettiamo in marcia. Ce la dobbiamo fare. Amatrice risorgerà”.

Anche per il ministro dell’Interno Angelino Alfano, giunto il 26 agosto nel campo logistico dei vigili del fuoco ad Arquata del Tronto, “le scuole devono riaprire”. In questa occasione, ha sottolineato, la necessità di far cominciare regolarmente le lezioni “per dare un segnale di immediata ripresa di tutte le attività che lo Stato deve organizzare”.

Per Alfano “non possono passare mesi, facendo arrivare autunno e inverno, con i nostri concittadini in mezzo alla strada”. “Ci stiamo impegnando perché ciò non avvenga”, ha aggiunto, ricordando gli stanziamenti del Consiglio dei ministri. “Siamo qui – ha detto Alfano – per condividere il dolore, per dare sostegno ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine e al sistema delle prefetture che ha dato quella risposta che noi uomini possiamo dare ad una natura più forte di noi. Se ci sono responsabilità nella prevenzione altri organismi sono deputati ad accertarle. Di certo – ha concluso Alfano – c’è che il sistema dei soccorsi ha funzionato a perfezione”.

Dello stesso avviso è il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al termine della Giunta straordinaria sull’emergenza terremoto: “tutta l’amministrazione si sta attivando per quel che riguarda la formazione, la scuola, in modo da garantire che i bambini di Amatrice ed Accumoli non perdano neanche un minuto di lezione e così limitando al massimo i disagi“.

Anche per il presidente dell’Anpci, Associazione nazionale piccoli comuni, Franca Biglio, è bene che “i fondi raccolti siano destinati alla ricostruzione di strutture essenziali come le scuole. I bambini, i ragazzi devono poter continuare a frequentare la scuola dove vivono”.

 

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