Home Reclutamento Sistema 0-6, Gallo (M5S): laurea obbligatoria per insegnare ma stipendi sempre uguali

Sistema 0-6, Gallo (M5S): laurea obbligatoria per insegnare ma stipendi sempre uguali

CONDIVIDI
webaccademia 2020

Fra le deleghe alla legge 107 approvate di recente, c’è anche quella che riguarda la riforma del sistema 0-6 della scuola dell’Infanzia.

Prima di tutto, ricordiamo che con questa riforma, “i servizi per l’infanzia escono dalla dimensione assistenziale ed entrano a pieno titolo nella sfera educativa”.
Inoltre si estenderanno, amplieranno e qualificheranno i servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia su tutto il territorio nazionale. I servizi saranno organizzati all’interno di un assetto di competenze tra i diversi attori in campo (Stato, Regioni, Enti locali) chiaro ed efficiente. 

Fra le novità più importanti del decreto c’è quella che introduce la qualifica universitaria obbligatoria come titolo di accesso per il personale, anche per i servizi da 0 a 3 anni, quindi per fare gli educatori, “nell’ottica di garantire una sempre maggiore qualità del sistema”, hanno spiegato dal Miur.

ICOTEA_19_dentro articolo

Tuttavia, il nuovo sistema non convince molto Luigi Gallo, deputato M5S in Commissione Cultura, intervenuto il 9 maggio al convegno nazionale “Scuola dell’infanzia e Sistema integrato 0-6, Analisi di Fattibilità” che si è svolto all’università di Firenze:  “credo che il decreto del governo sul sistema 0-6 serva a ben poco ed è eccessivamente ambiguo, dichiara Gallo, sia rispetto alla gestione pubblica o privata, sia rispetto alla ripartizione delle risorse sul territorio. E’ giusto aumentare la qualifica per l’accesso ai ruoli di educatori ed educatrici, salvaguardando le persone già formate con le vecchie regole, ma non si possono sempre aumentare le qualifiche, l’impegno e la formazione richiesta senza aumentare mai lo stipendio dei docenti. Non è una questione strettamente economica ma di qualità della scuola”.

{loadposition carta-docente}

Il deputato pentastellato prosegue la sua analisi alla riforma, mettendo in luce gli aspetti positivi: “è buona l’idea di un coordinamento pedagogico territoriale, tant’è che nel programma del M5S vogliamo inserire delle equipe territoriali di supporto ai docenti e al sistema scuola per tutti gli ordini e gradi del sistema scolastico”.
Ma punta molto, nel corso del suo discorso, sugli aspetti negativi: “la scuola va considerata come un’unica comunità educante e questa ulteriore separazione 0-6 di questa comunità non fa bene ai bambini. Le priorità con questo decreto non vengono affrontate: bisognava definire i livelli essenziali di prestazione per l’istruzione per stabilire dei livelli minimi di servizio per legge. Ma non è stato fatto perché questo obbligherebbe il governo a creare un fondo per sostenere i livelli minimi essenziali”.

Infine Gallo, sottolinea che, al di là di ogni discussione, esiste un problema che a suo parere è stato nascosto dal Governo, ovvero quello delle risorse: “non ci sono le risorse e questo è un dato di fatto. Andranno a dire – continua Gallo – che hanno stanziato 200 milioni di euro per quest’anno ma non è così. Basta leggere l’articolo 13 della legge per scoprire che i soldi vengono semplicemente presi dal fondo della buona scuola che a sua volta è una partita di giro. Renzi ha sempre affermato di aver investito 7 miliardi con la Buona Scuola ma non è così. A smentirlo è lo stesso Ministero dell’Economia che a gennaio 2017 nel suo report segnala che in questi anni e nei prossimi non ci sono aumenti per i fondi dell’istruzione”.

Insomma, dal 2018 si scopriranno le carte, quando è in programma il prossimo concorso nazionale, ma già sono in molti ad additare il sistema 0-6 come una riforma poco convincente.

 

{loadposition facebook}

 

Preparazione concorso ordinario inglese