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Sistema Valutazione, la Uil teme lo scontro ideologico: meno procedure e più peso ai prof

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Mettere gli insegnanti al centro del riordino del sistema nazionale di valutazione. A chiederlo è il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, a ridosso dell’approvazione del provvedimento avvenuta attraverso il via libera del Consiglio dei ministri dell’8 marzo. Il sindacalista si augura che sul piano pratico l’aver incaricato Invalsi, Indire e corpo ispettivo di un ruolo così delicato non comporti un incremento delle “procedure”, ma serva soprattutto a valorizzare il ruolo dei docenti. A dare “più peso agli insegnanti”.
Per passare dal testo approvato alla sua effettiva utilità – continua Di Menna – serve una forte sburocratizzazione e il necessario sostegno finanziario. Gli insegnanti, a livello di reti di scuole, devono essere parte attiva del nuovo sistema”.
Secondo il leader della Uil Scuola, il nostro Paese dovrebbe guardare anche oltre i propri confini. “Rispetto agli altri paesi europei – sottolinea – l’Italia è in ritardo e destina quantità di risorse finanziarie di molto inferiori, un gap che va rapidamente colmato”. Per tali motivi sarà fondamentale e “indispensabile indirizzare risorse per rendere efficace l’intero sistema”.
Coloro che si occuperanno di valutazione, sempre secondo Di Menna, dovranno quindi “svolgere un’azione di supporto e monitoraggio per le scuole e per gli insegnanti”. Senza sconfinare. Perché saranno poi direttamente le scuole a “superare l’attuale assetto di verifica burocratico-procedurale ed assumere centralità, nell’aspetto tecnico-professionale, nella didattica, negli esiti formativi”.
E quando si parla di scuole, il riferimento primario è ai docenti che vi operano. Per questo, il sindacalista della Uil Scuola ritiene che “debba essere rafforzato il ruolo degli insegnanti”, i quali “a livello di reti di scuole, devono essere parte del nuovo sistema di valutazione”.
Di Menna ritiene fondamentale che non si arrivi alla sovrapposizione dei ruoli: “va evitato lo scontro ideologico che può avere come effetto la conservazione dell’attuale arretratezza burocratica che appesantisce il lavoro degli insegnanti”.
I rischi cui fa riferimento il segretario della Uil Scuola sono reali: molti docenti potrebbero infatti sentirsi prevaricati, quasi “controllati”, dagli enti esterni introdotti attraverso il nuovo regolamento sulla valutazione. Spetterà al Miur fare da filtro, adottando delle misure applicative del testo approvato tali da garantire che ciò non avvenga. In caso contrario lo scontro sarebbe inevitabile.