L’Australia ha recentemente aperto la strada, alcuni stanno provando a seguirla, altri hanno preso tempo. Il divieto di utilizzo di smartphone ai ragazzi è un tema sempre più attuale. Anche perché la metà dei bambini di tutto il mondo ha già uno smartphone. L’altra metà dei genitori resiste ma non è semplice perché il proprio figlio rischia di sentirsi escluso.
Come riporta il ‘Corriere della Sera’ però, Ran Barzilay, un professore di psichiatria della Pennsylvania ha fatto un esperimento con i suoi tre figli. Due di loro hanno ricevuto uno smartphone prima dei dodici anni. Ebbene è emerso che la memoria è più debole, l’attenzione è ridotta e la velocità di elaborazione è più lenta, oltre al sonno compromesso.
Una ricerca che ha analizzato i dati di oltre 10.500 bambini americani: chi riceve il telefono a dodici anni anziché a tredici, mostra un rischio superiore del 60% di sviluppare disturbi del sonno e del 40% di diventare obeso. Un anno solo di differenza che però può essere decisivo nella fase dello sviluppo cognitivo. Non è qualcosa che si può ignorare, dice Barzilay ai genitori.
I social e gli algoritmi provocano aumento di pensieri suicidi, distacco dalla realtà, minore regolazione emotiva e diminuzione dell’autostima.
Secondo la rivista Jama c’è differenza tra l’abuso dei videogiochi e dei social. Nel primo caso gli adolescenti sviluppano ansia, depressione e ritiro sociale, nel secondo aggressività e trasgressività.
I deficit di attenzione sono correlati ai social media, non a videogiochi e video in streaming secondo un altro studio. “Un circolo vizioso neurologico” secondo il professor Torkel Klinberg. Il cervello degli adolescenti è esposto continuamente a flussi di notifiche, messaggi e contenuti brevi e sviluppa sintomi evidenti e misurabili di disattenzione. Se alleni costantemente la distrazione, l’abilità di concentrarti si deteriora.
Tra le strategie principali c’è dunque quella di ritardare l’età del primo smartphone, aspettando i tredici (o ancora meglio i quattordici o quindici) anni. Ma anche dare il buon esempio, privilegiare la quantità dei contenuti ed effettuare maggiori controlli.