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Aggiornato il 17.11.2025
alle 17:49

Sorelle Kessler morte insieme, la polizia sta indagando sulle cause

Alice ed Ellen Kessler, icone assolute dello spettacolo europeo, sono state trovate senza vita nella loro abitazione di Grünwald, in Germania. Le due sorelle, da sempre inseparabili nella vita e sul palco, condividevano la stessa casa dal 1986. La notizia del loro decesso ha profondamente colpito il pubblico tedesco e italiano, che per decenni le ha seguite e amate. Avevano 89 anni.

All’inizio dell’anno, in una delle loro ultime interviste rilasciate alla Bild, le gemelle avevano espresso il desiderio di restare unite per sempre, dichiarando di volere una sepoltura congiunta. “Unite nella morte, così vorremmo essere”, avevano raccontato, spiegando che questa decisione era stata inserita nei loro testamenti, quasi presagendo il forte legame che le avrebbe accompagnate fino alla fine.

Ed è proprio la rivista Bild che rende noto le modalità della morte. Come riporta anche Il Sole 24 ore, le due artiste avrebbero fatto ricorso al suicidio assistito, una pratica che a determinate condizioni è ammessa in Germania. La polizia sarebbe stata informata oggi, lunedì 17 novembre, dopo che le Kessler erano già decedute. Quando sono arrivati, gli agenti hanno potuto solo constatare il decesso ed escludere la responsabilità di terzi.

Il loro nome rimarrà indelebile soprattutto nella storia della televisione italiana. Le Kessler arrivarono nel nostro Paese nei primi anni Sessanta, portando una ventata di modernità in un panorama televisivo allora in piena evoluzione. Parteciparono ai più importanti varietà dell’epoca, molti dei quali diretti da Antonello Falqui, diventando immediatamente volti familiari per il pubblico. A renderle leggendarie furono anche le coreografie di Don Lurio, che contribuirono a definire il loro stile elegante, sincronizzato e inconfondibile.

Tra i momenti più celebri della loro carriera italiana spiccano l’interpretazione di brani come Pollo e champagne e Concertino, ma soprattutto la sigla Da-da-un-pa, entrata nell’immaginario collettivo grazie a Studio Uno, il varietà simbolo della Rai.

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