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Sostegno alunni con disabilità, danno irreparabile se il docente non è specializzato: nel Regno Unito il premier Starmer corre ai ripari

In Italia il sostegno agli alunni con disabilità è tra più qualificati al mondo, potendo contare su una spesa complessiva annua davvero importante, superiore ai 5 miliardi di euro complessivi e utile a coprire il fabbisogno economico per un numero di docenti sempre più alto, giunto ad oltre 230mila unità. In altri Paesi, invece, l’investimento non è così importante. E anche la preparazione degli insegnanti risulta non certo all’altezza di quella dei nostri docenti (anche se in Italia una larga fetta di docenti di sostegno, almeno uno su tre, risulta non specializzata, con alcuni tribunali che stigmatizzano la carenza parlando espressamente di “danno irreparabile” per lo studente con disabilità).

All’estero la percentuale di non specializzati può essere anche più alta. E anche la qualità di preparazione lascia molto a desiderare. Ora, però, c’è chi cerca di correre ai ripari.  Come il governo laburista britannico, che in questi giorni ha annunciato un piano da 4 miliardi di sterline in tre anni nell’ambito della riforma per il programma di sostegno, chiamato Send, rivolto agli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali.

Il governo guidato dal premier Keir Starmer ha fatto sapere che ha come obiettivo quello di rendere le scuole pubbliche più inclusive, finanziando interventi mirati come il lavoro in piccoli gruppi e la formazione dei docenti rivolta ai bisogni dei singoli studenti.

Lo stanziamento economico prevede 1,6 miliardi di pound destinati a un “fondo per l’inclusione” e altri 1,8 miliardi per garantire la presenza di logopedisti e insegnanti specializzati negli istituti inglesi.    

Durante una tavola rotonda a Downing Street, scrive l’Ansa, Starmer ha condiviso il ricordo personale del fratello Nick, scomparso nel 2024 dopo una vita segnata dalle difficoltà di apprendimento dovute alle complicazioni sorte durante il parto, per spiegare l’urgenza della riforma.

Il premier ha dichiarato: “Mio fratello è stato messo da parte ha dovuto lottare anche solo per essere visto e considerato”.

Con questa iniziativa, Starmer punta anche a rilanciare la sua leadership gravemente compromessa dallo scandalo Mandelson-Epstein e da tutte le conseguenze sul suo team, con le recenti dimissioni a raffica di figure chiave.

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