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Aggiornato il 09.02.2026
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Sostegno, l’associazione dei disabili contro le classi differenziali: “Obbrobriose, pronti a denunciare in Procura”

Valerio Musumeci

Sull‘ipotesi di classi differenziali per gli studenti con disabilità le associazioni di categoria sono pronte a dare battaglia. Anche legale, con tanto di “denunce alla Procura della Repubblica”. A dirlo a La Tecnica della Scuola è Vincenzo Falabella, presidente di FISH, Federazione per i diritti delle persone con disabilità e famiglie, in prima linea per aiutare le famiglie a ottenere il sostegno scolastico. Un percorso troppo spesso “caotico e difficoltoso”, perché nonostante i tanti annunci “ci sono ancora tante criticità nel sistema dell’inclusione scolastica in Italia”.

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“Le classi differenziali sono un obbrobrio”

Per risolverle, qualcuno ha prospettato un ritorno alle classi differenziali. Una soluzione che, come raccontato da questo giornale, preoccupa le famiglie dei ragazzi con disabilità. E su cui anche FISH annuncia “le barricate”. “Le classi H sono un obbrobrio“, attacca Falabella. “Noi siamo stati il primo Paese ad abolire le scuole speciali e dobbiamo continuare in questa direzione. Su questo non intendiamo negoziare, anzi siamo pronti a denunciare eventuali scuole che attivassero questa politica. I problemi del sostegno non si risolvono in questo modo”.

La battaglia di FISH sul Decreto 32

Per superarle, FISH ha avviato un’interlocuzione con il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Un confronto che ha già portato dei risultati, rivendica il presidente. “Pensiamo al Decreto 32 sulla continuità didattica, che consente alle famiglie di poter far permanere sul posto di sostegno l’insegnante supplente, qualora ci fossero naturalmente i requisiti”. Una norma impugnata da alcuni sindacati, che hanno denunciato il rischio di precarizzazione, ma difesa da FISH “perché i nostri alunni abbiano il diritto di far permanere l’insegnante di sostegno“.

L’esodo dal sostegno al posto comune

Ciò non significa che il sistema dell’inclusione funzioni come dovrebbe, ribadisce Falabella. Il ruolo dei docenti di sostegno, infatti, “viene visto come uno strumento per entrare su cattedra comune“, cosa che ogni anno comporta “il passaggio di cattedra di circa 5-6.000 docenti“. Un esodo che di fatto vanifica l’investimento sulla formazione. “Come Fish abbiamo esplicitato queste problematiche al Ministero dell’Istruzione. Crediamo che, oggi più che mai, occorra un cambiamento di marcia, un approccio differente rispetto al passato”.

Il disegno di legge per superare lo stallo

Anche in questo caso, l’associazione rivendica di aver presentato delle proposte. “Occorre istituire quattro cattedre di concorso sul sostegno, infanzia, primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado“. Una strategia che permetterebbe di “garantire la formazione in servizio dei docenti e la continuità didattica“, in modo da limitare i passaggi a posto comune. Una proposta su temi “cruciali”, che ha già superato l’approvazione del CNEL e adesso “è all’ufficio legislativo della Camera dei Deputati, in attesa dell’assegnazione alla Commissione Cultura“.

“No ai tagli, scuola sia sempre più accogliente”

Un’attività di lobbying “sana” che Fish sta svolgendo anche rispetto alla Legge di Bilancio attualmente in discussione. Come spiegato alla Tecnica della Scuola dal deputato Davide Faraone, c’è il rischio che possano esserci dei tagli proprio al sostegno. “Noi abbiamo presentato un pacchetto di emendamenti che punta a garantire la continuità finanziaria rispetto agli anni passati”, dice Falabella. L’obiettivo è fare in modo che nel 2026 la scuola “possa rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni dei nostri alunni. E, a maggior ragione, di quelli con disabilità“.

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