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Spending review, per la Ghizzoni (Pd) troppi pregiudizi verso la scuola

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Quanto sta accadendo in Senato, con un sostanziale respingimento degli emendamenti chiesti da diversi politici, sindacati e parti sociali, deriverebbe da una posizione pregiudiziale nei confronti del sistema scolastico che abbraccerebbe anche i parlamentari e i rappresentanti del Governo. A sostenerlo è Manuela Ghizzoni (Pd), da qualche settimana presidente della commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, al termine di un esame delle modifiche richieste che produrrà davvero poche novità rispetto al quadro penalizzante della bozza sulla spending review approvata dal Consiglio dei ministri.
L’amarezza della Ghizzoni è divenuta ancora più grande quando è venuta a conoscenza del trattamento diversificato che la scuola ha avuto rispetto a comparti “vicini” come quello della ricerca o del pubblico impiego. “Nel difficile esame della spending review – dichiara il presidente della commissione Cultura della Camera – sono stati compiuti considerevoli passi avanti sulla ricerca, con la cancellazione dei tagli di 30 milioni di euro, e sulla cultura, con la soppressione della norma che prevedeva la chiusura di importanti enti culturali. Purtroppo per la scuola si registra ancora una situazione di stallo. Un esempio per tutti – continua Ghizzoni – il mancato emendamento dell`errore compiuto dalla riforma Fornero, che non ha tenuto conto della specificità della scuola e che ha impedito a 4.000 unita di andare in pensione pur avendone maturato i requisiti. Una occasione che è stata invece colta, durante l`esame del provvedimento, a favore dei 24 mila dipendenti del pubblico impiego”.
L’impressione che si è fatta la Ghizzoni è che nei riguardi della scuola e dei suoi lavoratori si siano venute a creare delle pregiudiziali (forse perché si ha a che fare con un settore produttivo, senza rendersi conto che l’istruzione non è un prodotto visibile) davvero difficili da schiodare. “Con rammarico e preoccupazione osserviamo che il sistema della conoscenza non riesce ad essere considerato nel suo complesso. Se da un lato si sta imparando a riconoscere il valore della ricerca come motore di sviluppo, dall`altro – conclude la Presidente della Commissione Cultura – ci sono ancora pregiudizi nei confronti della formazione e dell`istruzione come fattore di crescita, sociale e culturale“.
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