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Sperperi alla Regione Lazio, Anp e Cisl chiedono il conto

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Anche il mondo della scuola vuole dire la sua sullo scandalo degli sprechi dei fondi pubblici che alcuni componenti della giunta regionale del Lazio avrebbero sistematicamente praticato nel corso della loro funzione politica. Ad iniziare dal presidente dell’Anp Lazio, Mario Rusconi, che ha preso carta e penna per rivolgersi direttamente alla ex governatrice della giunta laziale Renata Polverini: i fondi che l’ex capogruppo Pdl, Franco Fiorito, ha promesso di restituire alla Regione, scrive Rusconi, dovrebbero “essere immediatamente inviati alle scuole creditrici, per sanare i debiti contratti dalla Regione e consentire, pertanto, che le scuole del Lazio possano svolgere il loro compito istituzionale, vale a dire la cura della formazione dei nostri studenti”. La richiesta del presidente dell’Anp Lazio deriva dal fatto che negli ultimi anni “le scuole del Lazio hanno anticipato somme ingenti utilizzando i fondi della scuola stessa”: con il risultato che diversi istituti regionali “vantano crediti per diverse centinaia di migliaia di euro relativi a progetti decretati dalla Regioni da Lei presieduta”.
Ora, ammesso che questa operazione sia possibile, va ricordare che nel frattempo la Polverini ha presentato le dimissioni dal suo incarico di presidente della Regione Lazio (anche se per ora sembra solo in conferenza stampa). Prima che venga eletto il nuovo governatore e che questi, esaminata la situazione, decida (sempre che lo faccia) di “girare” alle scuole le somme dovute, l’anno scolastico sarà così probabilmente già terminato.
Intanto, sempre sullo scandalo dei fondi della Regione Lazio, è intervenuto anche Tommaso Ausili, segretario generale della Cisl Lazio. Il quale ha ricordato che dal 2011, come riportato da questa testata giornalistica nell’estate di due anni fa, la Cisl del Lazio ha documento e denunciato “gli sperperi delle risorse che venivano accreditate in Consiglio Regionale a tutte le forze politiche. Inascoltati, da più di un anno, abbiamo sollecitato e continuiamo a sollecitare i partiti e le Istituzioni – continua Ausili – ad avviare una seria riflessione sulle spese e sui costi della politica, delle società e degli enti, chiedendo di affermare il principio di responsabilità e di sussidiarietà ed avendo al centro delle loro elaborazioni e decisioni il lavoro, la famiglia, le fragilità sociali e la cittadinanza”.
Il sindacalista della Cisl ricorda che il suo sindacato parlò in tempi non sospetti di lauti vitalizi agli assessori e di retribuzioni mensili dei consiglieri  tra 8.000 e 10.000 euro: il tutto per produrre tre leggi regionali all’anno, al netto di quelle di bilancio”. Elementi che ponevano chiaramente i componenti della Giunta lazialenon più in sintonia con le sensibilità e le attese del proprio corpo elettorale”. A questo punto “gli sconcertanti ed imbarazzanti accadimenti che hanno segnato il Consiglio regionale del Lazio e che ritroviamo, con specificità diverse, anche in altre Regioni d’Italia, richiedono – continua l’esponente Cisl – rapide decisioni su un adeguato riordino complessivo degli assetti istituzionali, unitamente a controlli amministrativi effettuati da soggetti terzi ed autonomi sui costi della politica e sulle società di emanazione istituzionale”.
Secondo Ausili, però, il passo indietro della Polverini e la caduta della Giunta regionale “rappresentano una sola ed insufficiente determinazione: per la Cisl del Lazio è anche indispensabile intervenire per assicurare trasparenza ed efficienza nella sanità e nelle società partecipate della Regione Lazio”. Perché la Regione “è attraversata da una forte crisi economica, da diseguaglianze sociali e da un elevato livello di disoccupazione; la riduzione dei trasferimenti dallo Stato alla Regione Lazio, previsti dalla cosiddetta legge spending review, ammontanti negli anni 2012-2014 a circa due miliardi, aggraveranno ulteriormente la già pesante situazione economico-sociale”.
Insomma, altro che sanare i debiti: per le scuole del Lazio, sembra proprio che dopo la stagione dei fondi assegnati ma mai arrivati, si prefigurino tempi di ulteriori sacrifici. Con i loro utenti, gli alunni, che continueranno a subire il danno di una formazione ridotta.
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