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Spiegare il fenomeno del bullismo ai bambini piccoli grazie al libro “Giro Girotondo”

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Parlare di bullismo ai bambini piccoli, spiegare il fenomeno con umorismo, storie in cui identificarsi e tante belle immagini e illustrazioni. Questa è la sfida lanciata da Cristina Obber, scrittrice e giornalista che insieme a Silvia Vinciguerra ha illustrato il libro “Giro Girotondo” edito da “Settenove” casa editrice fondata nel 2013 con lo scopo di combattere e prevenire qualsiasi tipo di violenza attraverso albi illustrati, saggistica, narrativa e percorsi scolastici.

Giorgia e Giorgio i protagonisti del racconto si ritrovano insieme ai loro amici intorno a un ulivo secolare. Comincia con questo girotondo il libro, dove ogni protagonista porta con sé una differenza fisica o attitudinali; così quando Michele, che ha un problema ad una gamba, cade, il girotondo riprende, ma più lentamente, perché ciò che conta non è farlo di corsa, ma farlo tutti insieme, rispettando i tempi di tutti. Questo è lo splendido messaggio pieno di significato che ci lascia il libro, presentato il 24 settembre al Senato nella Sala dei Presidenti di Palazzo Giustiniani, dove oltre agli autori erano presenti anche due testimonial vittime adolescenti di bullismo.

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I nomi dei personaggi del libro, rivolto ai bambini dai 3 anni in su, prendono spunto da reali vittime di bullismo, in Italia e all’estero. C’è chi è riuscito  a superare quella sofferenza e a raccontare al mondo la loro rinascita, altre si sono tolte purtroppo la vita; come Carolina, che era una ragazza leader anche nello sport o come Michele, vessato dai compagni di scuola per le sue difficoltà motorie. C’è anche un omaggio a Mariam, uccisa in Inghilterra per razzismo, da un branco di bulle.

Combattere il bullismo si può fare e si deve fare anche con queste iniziative perché proprio dai più piccoli si deve lavorare per insegnare loro a riconoscere le differenze come valore e l’educazione al rispetto: ingredienti necessari per contrastare e vincere questa piaga.

Il bullismo si combatte diffondendo questi valori a partire dalla scuola, ma anche nello sport e nella vita quotidiana. Gli adulti diano l’esempio, ai docenti l’onere di individuare e prevenire ogni piccolo segno di questo fenomeno.