Home Precari #Staiserenoprecario: è la rassicurazione di Renzi ai precari della scuola

#Staiserenoprecario: è la rassicurazione di Renzi ai precari della scuola

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L’ultima volta che Renzi ha twittato #staiserenoEnrico sappiamo bene come è andata a finire, quindi, il fatto che il nostro Presidente del Consiglio provi a rassicurare qualcuno, è solo un dato anacronistico. Con il senno di poi Enrico Letta avrebbe fatto bene a non stare sereno e forse questo è il monito che non fa stare per niente tranquilli i precari della scuola a cui era stata promessa l’immissione in ruolo.
I precari della scuola attendevano la notizia ufficiale, già il 27 febbraio 2015, delle 150 mila immissioni in ruolo da attuarsi a partire dal primo settembre 2015, ed invece è arrivata una frenata inattesa sul mega piano di assunzioni. Cosa è successo? Perché il governo ha modificato la sua linea politica sulle assunzioni? Niente paura fa sapere Renzi, tutto è sotto controllo e i precari della scuola possono stare sereni.

Saranno assunti come promesso, il governo non ha cambiato idea. Si tratta solo di raggiungere l’obiettivo con un disegno di legge piuttosto che con un decreto legge d’urgenza. Ecco quindi che ritornano le rassicurazioni di Renzi: #Staiserenoprecario il primo settembre entrerai in ruolo. Ma i precari memori di quanto è toccato ad Enrico Letta, a stare sereni non ci pensano nemmeno.

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Intanto, Renzi prova a tranquillizzare i precari, e dichiara che non esiste nessuna incertezza sulla loro assunzione di massa. Da qualche giorno non si fanno più cifre e non si parla più di immissione in ruolo in un’unica soluzione e comunque si lega questo proposito al disegno di legge che dal prossimo 11 marzo finirà in Parlamento. Una domanda sorga spontanea: “Possono stare davvero sereni i precari della scuola?”.
Sembra scontato che la serenità arriverà solo ad assunzioni in ruolo fatte e il cammino è ancora lungo e impervio. Per adesso i precari stanno in campana per vedere quali saranno le prossime mosse del Governo, senza pregiudizi ma anche senza la credulità di chi dovrebbe stare sereno ed invece è vigile a controllare ciò che accade veramente.