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26.02.2026

Stipendi docenti 2026, fino a 200 euro in più al mese: tutti gli importi fascia per fascia. Ma per molti insegnanti non basta

Il 2026 si è aperto con una notizia attesa da oltre un milione di lavoratori della scuola italiana. Il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, firmato il 23 dicembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio, è finalmente a regime. Da gennaio gli stipendi risultano già aggiornati nei cedolini NoiPA, con aumenti che arrivano fino a 201 euro lordi mensili per i docenti più esperti. A febbraio si è aggiunta l’erogazione dell’una tantum, mentre a marzo sarà il turno dei supplenti brevi.

Un passaggio importante, che il Ministro dell’Istruzione Valditara ha definito “storico”. Ma quanto incide davvero sulla busta paga di un insegnante? E soprattutto: per chi ha bisogno di liquidità oggi, non tra sei mesi, esistono strumenti finanziari pensati proprio per il personale scolastico?

Gli aumenti in busta paga: da 120 a 201 euro lordi al mese

Il nuovo contratto prevede incrementi differenziati in base all’ordine di scuola, al titolo di studio e agli anni di servizio, distribuiti su sei scaglioni di anzianità. L’effetto netto in busta paga corrisponde indicativamente al 60-70% dell’importo lordo, a seconda della situazione fiscale individuale.

Fascia di anzianitàInfanzia/PrimariaSec. I gradoSec. II grado (laur.)
0 – 8 anni+120,42 €+129,50 €+129,50 €
9 – 14 anni+132,80 €+143,60 €+147,20 €
15 – 20 anni+144,59 €+157,22 €+161,62 €
21 – 27 anni+155,40 €+170,80 €+176,50 €
28 – 34 anni+168,20 €+182,40 €+189,70 €
Oltre 35 anni+175,90 €+192,61 €+201,31 €

Importi mensili lordi a regime. Fonte: tabelle retributive CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, NoiPA.

Arretrati e una tantum: il calendario dei pagamenti

Il sistema NoiPA ha completato una serie di erogazioni straordinarie. A gennaio 2026 sono stati accreditati gli arretrati per il periodo di vacanza contrattuale, con importi medi intorno ai 1.500 euro lordi, soggetti a tassazione separata (dunque con un netto relativamente più favorevole). A febbraio 2026 è stata erogata l’una tantum prevista dall’articolo 16 del CCNL: 111,70 euro lordi per i docenti e 270,70 euro per il personale ATA. Per i supplenti brevi e saltuari, la regolarizzazione è programmata con una lavorazione specifica a marzo, separata dalle emissioni ordinarie.

Per accedere all’una tantum è necessario che il rapporto di lavoro sia iniziato entro il 31 dicembre 2023. Per il personale part-time, l’importo viene corrisposto in proporzione alla percentuale di riduzione oraria.

Stipendi ancora lontani dalla media europea

Nonostante gli incrementi, il quadro resta poco lusinghiero nel confronto internazionale. Un docente neoassunto nella scuola primaria percepisce circa 22.365 euro lordi annui – poco più di 1.400 euro netti al mese. Anche con il nuovo aumento di 120 euro lordi, l’incremento netto effettivo si attesta intorno ai 75-85 euro mensili. Le rilevazioni OCSE continuano a collocare gli stipendi degli insegnanti italiani tra i più bassi dell’Europa occidentale, sensibilmente al di sotto di colleghi francesi, tedeschi e spagnoli.

Per la crescita nominale dei salari in Italia, l’OCSE prevede per il 2026 un incremento intorno al 2,2%, piuttosto moderato rispetto all’inflazione accumulata negli ultimi anni. I docenti con progetti importanti da realizzare – dalla ristrutturazione della casa all’acquisto di un’auto, dalle spese mediche al finanziamento degli studi dei figli – si trovano spesso a fare i conti con una busta paga che, pur cresciuta, fatica a coprire le esigenze concrete.

L’opzione cessione del quinto: cosa cambia con i nuovi stipendi

In questo contesto, si registra un crescente interesse del personale scolastico verso la cessione del quinto dello stipendio, una formula di finanziamento riservata ai dipendenti pubblici e ai pensionati. La rata, che non può superare un quinto dello stipendio netto, viene trattenuta automaticamente dalla busta paga, con tasso fisso e piano di rimborso fino a 10 anni.

«Con l’aumento degli stipendi previsto dal nuovo CCNL, il quinto cedibile dei docenti cresce proporzionalmente», spiega Agata Fichera, responsabile operativa di Gruppo Santamaria S.p.A., intermediario del credito iscritto all’OAM. «Questo significa, in termini pratici, che un insegnante può accedere oggi a importi finanziabili più alti rispetto al 2025, a parità di condizioni. Per chi ha già una cessione in corso e ha rimborsato almeno il 40% delle rate, può essere il momento giusto per valutare un rinnovo».

Il meccanismo è semplice da comprendere attraverso un esempio numerico:

ParametroPrima del CCNL 2026Dopo il CCNL 2026
Stipendio netto (doc. sec. II, 15-20 anni)~1.750 €~1.860 €
Quinto cedibile (max rata mensile)~350 €~372 €
Importo ottenibile (stima 10 anni, TAEG 5%)~32.500 €~34.600 €

Esempio indicativo. L’importo effettivo dipende dalle condizioni individuali e dalla valutazione dell’istituto erogante.

Perché i docenti accedono a condizioni agevolate

Il personale scolastico statale gode di condizioni particolarmente favorevoli rispetto ad altri lavoratori. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha sottoscritto convenzioni specifiche con gli istituti eroganti attraverso il sistema NoiPA, che garantiscono tassi d’interesse calmierati. Lo stipendio pubblico costituisce di per sé la garanzia del prestito: non servono ipoteche, fideiussioni o garanti aggiuntivi. Per legge (D.P.R. 180/1950), ogni cessione del quinto include inoltre polizze obbligatorie a copertura del rischio vita e perdita d’impiego, a carico del finanziatore.

«Il vantaggio competitivo dei dipendenti pubblici è strutturale», prosegue Fichera. «La stabilità del rapporto di lavoro e la solidità del datore di lavoro – lo Stato – si traducono in tassi mediamente più bassi e criteri di accesso più favorevoli rispetto ai prestiti personali tradizionali. Per un docente di ruolo, il TAEG medio si colloca tra il 4,5% e il 5,5%, contro il 7-9% dei prestiti non finalizzati di mercato».

Cosa valutare prima di richiedere un finanziamento

Come per qualsiasi prodotto finanziario, anche nella cessione del quinto non tutte le offerte sono uguali. I parametri da confrontare con attenzione sono il TAEG (che include tutti i costi, non solo gli interessi), la durata del piano e la possibilità di estinzione anticipata, le condizioni delle coperture assicurative incluse e, naturalmente, l’affidabilità dell’intermediario, verificabile attraverso l’iscrizione all’albo tenuto dall’OAM (Organismo Agenti e Mediatori).

Il consiglio degli esperti del settore è unanime: confrontare almeno due o tre preventivi prima di firmare, verificare sempre che l’intermediario sia regolarmente iscritto e leggere con attenzione le “Informazioni Europee di Base sul Credito ai consumatori”, il documento standardizzato che consente un confronto oggettivo tra le diverse proposte.

Lo sguardo al futuro: il contratto 2025-2027

Il Ministro Valditara ha annunciato l’obiettivo di chiudere anche il CCNL 2025-2027 entro la legislatura, un traguardo senza precedenti nella storia della scuola italiana. Secondo le stime ministeriali, gli incrementi complessivi dei due contratti combinati porteranno a +416 euro lordi mensili per i docenti e +303 euro per il personale ATA, includendo anche gli arretrati maturati.

Se i numeri saranno confermati, si tratterà del più significativo adeguamento retributivo degli ultimi vent’anni per il comparto scuola. Resta da vedere se sarà sufficiente a colmare il divario con la media europea e a rendere nuovamente attrattiva la professione per le nuove generazioni di laureati.

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