Oggi, 15 settembre, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è stato presente alla trasmissione Coffee Break, su La7. Il capo del dicastero di Viale Trastevere ha risposto a parecchie domande di grande attualità, in occasione della riapertura delle scuole praticamente in tutta Italia.
Innanzitutto ha discusso in merito al clima politico teso di questi giorni: “La scuola deve avere un ruolo per coltivare la cultura del rispetto, su cui ho insistito molto. La nostra è una scuola costituzionale che mette al centro la persona, questo significa rispettare l’altro, anche per le sue idee politiche e la cultura che esprime”.
“Nello scorso esame di stato avevo dato tra le tracce della prima prova avevo dato un tema sull’importanza del rispetto. Un numero veramente enorme dei candidati l’ha scelta; il tema è quindi molto sentito dai ragazzi. Ho chiesto ai miei Uffici di leggere a campione alcune tracce”, ha aggiunto.
Poi, sull’inizio della scuola e le sue riforme: “Nuove regole? Si tratta di ripristinare il senso della regola, del significato del ‘no’. Il cellulare ha un impatto negativo sugli apprendimenti. Perché usare uno strumento che può essere dannoso per i nostri alunni? Abbiamo investito molte risorse per digitalizzare, abbiamo previsto l’educazione all’utilizzo agli strumenti elettronici. Facciamo formazione ma mettiamo anche nei limiti. Il cellulare è uno strumento di distrazione e di ‘non rispetto'”.
E, sui docenti; come si fa a pagarli così poco? Ecco la risposta di Valditara: “Condivido pienamente. Gli stipendi sono rimasti bloccati per dieci anni. Abbiamo dato un aumento significativo con il nuovo contratto dopo tre anni di discussioni inutili. Nella scorsa legge di bilancio abbiamo inserito risorse per i prossimi contratti. Parliamo di incrementi tra il 5 e il 6%. Dobbiamo valorizzare questa categoria anche con altri strumenti, ad esempio con il welfare contrattuale, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro”.
E, sul ragazzo suicida a Latina: “Il tema del bullismo mi rattrista parecchio. Abbiamo adottato una serie di misure, tra cui quella della condotta”.
“Abbiamo assunto quasi 45mila docenti precari. La gran parte del precariato è sul sostegno. Non possiamo assumere un certo numero di docenti, devono essere specializzati. Da qui i corsi Indire e la conferma da parte delle famiglie. Il Governo sta preparando un Piano Casa”, ha concluso.