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Aggiornato il 30.10.2025
alle 12:07

Studente ammanettato e ragazzi occupano il liceo; critici i genitori: nessuna tutela per i ragazzi

Tutto è successo col volantinaggio di un gruppo di militanti di destra fuori dal liceo Einstein di Torino. Ritenutala una provocazione, alcuni studenti del liceo sono intervenuti per bloccarlo, ma innescando una tensione tale che ha fatto intervenire la Digos la quale ha concluso tutta l’operazione identificando e ammanettando uno studente di 16 anni del Liceo torinese.

Da qui l’occupazione del Liceo, condiviso, secondo un sondaggio, da otre l’80% dei ragazzi che hanno a loro volta impedito al preside e ai docenti l’ingresso a scuola, come forma di  solidarietà con lo studente ammanettato con un comune criminale. Ma anche i genitori si sono sentiti coinvolti, tanto che hanno scritto al dirigente, una lettera, denunciando “pubblicamente la gravità di questo episodio. Nessuno- scrivono-  ha provato a mediare, a proteggere e a evitare che una scena così violenta e umiliante si consumasse davanti agli occhi di tutte le studentesse e degli studenti, lasciati soli. Denunciamo pubblicamente la gravità di questo episodio, il silenzio che lo ha accompagnato e la mancanza di tutela nei confronti di tutte le studentesse e di tutti gli studenti, molti dei quali ancora minorenni”. 

E i ragazzi a loro volta denunciano, come riporta Torinotoday, : “Ci siamo sentiti aggrediti e indifesi, da parte del preside e dei docenti nessuna tutela nei nostri confronti. Oggi abbiamo occupato e abbiamo lasciato fuori preside e docenti perché vogliamo che la discussione avvenga tra noi studenti. Tutti hanno visto cos’è successo e nessuno ha preso le nostre parti”. 

Scrivono inoltre sui social: “A noi sembra quantomeno ridicolo che il preside di una scuola, mentre guarda i suoi studenti essere picchiati dalla polizia dall’alto della vicepresidenza, non si degni, neanche sotto pressione, di esprimere una minima solidarietà agli studenti colpiti e al nostro compagno arrestato, ma esprima una condanna impersonale nel momento in cui ci sono delle chiare responsabilità politiche”

E concludendo: “Oggi occupiamo in attesa di una forte condanna di quanto successo da parte della nostra presidenza. Ci scusiamo se per qualche giorno le lezioni saranno interrotte, ma per noi oggi è importante che gli studenti e le studentesse conquistino il potere di intraprendere iniziative politiche forti nel momento in cui le condizioni di vita vanno verso una miseria umana utile a creare automi per le guerre e per il profitto”.

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