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31.01.2026

Studente cacciato dal bus e costretto a piedi sotto la neve, la famiglia presenta querela per abbandono di minore

Sei chilometri a piedi, sotto la neve e al freddo, con due zaini sulle spalle e i jeans bagnati. È quanto ha dovuto affrontare un ragazzino di 11 anni del Bellunese, studente a San Vito di Cadore e residente a Vodo, dopo essere stato fatto scendere dall’autobus della linea Calalzo–Cortina perché privo del nuovo biglietto giornaliero “olimpico” da 10 euro. Il fatto è avvenuto martedì pomeriggio, al termine delle lezioni. Il bambino, che non aveva con sé il cellulare perché vietato a scuola, ha percorso da solo la ciclopedonale, orientandosi nella neve fino a casa. «Avevo freddo, più che paura», ha raccontato. Al rientro, la madre lo ha trovato in stato di ipotermia, con una temperatura corporea di 35 gradi, e lo ha subito coperto con coperte per farlo riscaldare.

Il superbiglietto olimpico e la linea dei residenti

Alla base dell’episodio c’è l’introduzione del biglietto giornaliero da 10 euro, entrato in vigore con il potenziamento della linea 30 in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. Fino a pochi giorni fa, le stesse tratte costavano tra i 2 e i 4 euro. Oggi, invece, non sono più validi i biglietti ordinari: si può viaggiare solo con abbonamenti mensili o annuali, un abbonamento speciale da 150 euro, il ticket giornaliero o l’accredito ufficiale olimpico. Una scelta che ha colpito soprattutto residenti, studenti e lavoratori, per i quali la linea rappresenta un servizio pubblico essenziale. Dolomiti Bus ha precisato di non aver deciso le tariffe, attribuendole alla Conferenza dei servizi, spiegando che i proventi servono a coprire i costi del piano finanziato tramite Regione e Stato.

L’inchiesta e la bufera politica

Come riportato dal Corriere, la famiglia del minore ha presentato querela per abbandono di minore e la Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta. Intanto si è scatenata una bufera politica. La Cgil parla di un sistema “fuori dalla logica del trasporto pubblico”, mentre dalla Provincia arrivano aperture a possibili correttivi per tutelare gli utenti quotidiani. Dall’opposizione si chiede trasparenza sui costi reali del piano di trasporto olimpico. Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha definito l’episodio «disumano» e «inaccettabile», assicurando che quanto accaduto non rappresenta i valori del territorio. Un caso che va oltre il singolo fatto di cronaca e pone una domanda inevitabile: chi paga davvero il prezzo delle Olimpiadi, quando a rimetterci sono i più fragili?

L’autista è stato sospeso in via precauzionale dalla Dolomiti bus che ha avviato una inchiesta interna, come riporta il Corriere del Veneto.

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