La storia di Vittoria, 17 anni, ex atleta paralimpica di tennistavolo e studentessa genovese affetta da una malattia neurodegenerativa che la costringe sulla sedia a rotelle, è quasi incredibile.
La ragazza, iscritta al quarto anno di un liceo cittadino, da settembre non era più autosufficiente per recarsi alla toilette e a scuola nessuno poteva accompagnarla.
La madre, Giorgia, racconta di aver avviato subito un confronto con insegnanti e referenti del sostegno, ma senza soluzione. Gli insegnanti – riportano le cronache – non potevano occuparsi dell’assistenza perché non coperti da assicurazione e, tra rimpalli di responsabilità tra istituzioni, per mesi non si è trovata una risposta concreta. Nel frattempo Vittoria ha continuato ad andare a scuola, rinunciando però ad andare in bagno per l’intera durata delle lezioni.
La famiglia aveva anche individuato un gruppo di operatori socio-sanitari volontari disponibili ad aiutare la ragazza, ma la proposta non è stata accettata dall’istituto. Solo dopo diverso tempo i genitori sono riusciti a incontrare la dirigente scolastica reggente, che ha proposto di coinvolgere i collaboratori scolastici. Durante una prova per simulare le procedure di assistenza, però, Vittoria ha vissuto un momento difficile: alcune frasi sul suo peso – particolarmente dolorose per una ragazza che ha sofferto di disturbi alimentari – le hanno provocato un attacco di panico.
A quel punto la famiglia ha deciso di rivolgersi all’Ufficio scolastico regionale denunciando la situazione. In pochi giorni è arrivata la soluzione: il trasferimento in un altro istituto. Vittoria ora frequenta un’altra scuola, a circa venti chilometri da casa. «Qui ci siamo sentiti accolti – racconta la madre – e Vittoria viene aiutata quando ne ha bisogno».
Il caso è stato rilanciato anche dal portavoce di Genova Inclusiva e referente nazionale della rete Caregiver Disabilità Italia, Marco Macrì, che ha ricordato come il contratto nazionale della scuola attribuisca ai collaboratori scolastici l’assistenza materiale agli alunni con disabilità, compreso l’accompagnamento ai servizi igienici.
Il Comune di Genova ha espresso solidarietà alla studentessa e alla sua famiglia, precisando che la competenza sull’assistenza interna negli istituti superiori spetta all’Ufficio scolastico regionale, che ha poi risolto la situazione.