Burnout Docenti: Sintomi, Cause e Come Gestire lo Stress a Scuola

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20.04.2026
Aggiornato il 21.04.2026 alle 10:04

Studentessa suicida a Catania, manifestazione davanti al liceo, la ds: “Forte preoccupazione per il clima di tensione che ci circonda”

A un mese dalla scomparsa di una giovane studentessa di un liceo di Catania, centinaia di ragazzi catanesi hanno manifestato per chiedere una scuola più attenta al disagio emotivo.

Corteo e richieste

Il corteo, autorizzato dalla questura, ha attraversato le vie attorno all’istituto. Tra i cartelli: “Sportelli ascolto nelle scuole subito”, “Educazione emotiva nelle ore di lezione”, “L’indifferenza uccide”. Uno dei manifestanti ha dichiarato: “Siamo qui perché non vogliamo che la morte della nostra compagna resti un fatto di cronaca nera. Chiediamo che la scuola diventi un luogo dove l’ascolto sia la priorità”.

Critica al sistema

Gli studenti hanno puntato il dito contro un modello scolastico orientato alla performatività e alla competizione. “Il sistema educativo produce lavoratori invece che menti pensanti e comunità solidali -hanno affermato -. Non esistono linee guida per affrontare le questioni legate alla salute mentale, sempre più frequenti nelle scuole”.

La risposta della dirigente

Come riporta CataniaToday, la preside ha rotto il silenzio con una nota ufficiale: “Sono stati predisposti interventi di ascolto e sostegno psicologico”. Ha però denunciato pressioni esterne, affermando che “i compagni di classe stanno subendo minacce gravissime, del tutto inaccettabili”, e ha difeso l’operato dell’istituto invitando alla responsabilità e al rispetto.

Ecco la nota integrale.

“L’Istituzione scolastica ha attivato ogni azione possibile di accompagnamento e supporto, con particolare attenzione ai compagni di classe della studentessa. In collaborazione con professionisti qualificati, sono stati predisposti interventi di ascolto e sostegno psicologico. Nel rispetto del dolore della famiglia e del lavoro delle autorità competenti, questa Istituzione mantiene un atteggiamento di rigorosa collaborazione e di riserbo, ritenendo che ogni accertamento debba avvenire nelle sedi proprie e con la necessaria serenità. In queste settimane sono emerse ricostruzioni che attribuiscono responsabilità alla scuola. La comunità degli studenti, in particolare i compagni di classe, stanno subendo pressioni e minacce gravissime, del tutto inaccettabili. Questo è il tempo della responsabilità, del rispetto e della misura”.

Il commento di USB Scuola Catania

Il bullismo non è un problema scolastico. Il bullismo è un problema che riguarda anche la scuola come riguarda tantissimi aspetti e luoghi di questa societa’ di stampo neoliberalista.

Il bullismo, in tutte le sue sfaccettature, dalle scuole alle fabbriche, dai luoghi pubblici ai condomini, si nutre di vittime e di complici, di denunce e di omissioni.

Quindi, quello che è accaduto a Catania, a Claudia non è né una fatalità, né un caso limite, né un caso privato.

Claudia, una studentessa che frequentava il quarto ginnasio presso il Liceo Cutelli, si è tolta la vita buttandosi dal 7° piano della sua abitazione perché – come denunciano le studentesse e gli studenti scesi oggi in piazza – “vittima di bullismo e di mancanza di ascolto…e non è morta solo per un suo dolore privato, ma per un sistema che ogni giorno le ha tolto l’aria. Il sistema scolastico ritiene che i nostri problemi siano fatti individuali, personali, da affrontare singolarmente con uno psicologo privato, a pagamento. Ha fatto propria la logica che ci vuole tutti vincenti, dritti, anche se tu ti stai spezzando dentro. I problemi e le debolezze sono considerati come una vergona che ti devi tenere dentro”.

Invece di ascoltare, di avviare l’educazione sessuo-affettiva, di rendere la scuola pubblica inclusiva, aperta al territorio, la scuola del merito di Valditara avanza progetti che mirano solo al controllo disciplinare, al credere-obbedire-studiare, a fare della scuola un’azienda e “un luogo dove devi annullare te stesso perché altrimenti diventa una fabbrica che produce infelicità”.

La scuola è anche un luogo dove dovrebbe essere attivo il “Contesto Normativo e Scolastico (2025-2026)” che obbliga le scuole a prevenire e monitorare atti di bullismo; segnalare episodi ai referenti bullismo/cyberbullismo della scuola (docenti, dirigenti, personale ATA), e l’omissione può comportare sanzioni per il personale scolastico.

La scuola pubblica non è un’azienda, non è una caserma.

Occorre invece ascolto diretto, avvio dell’ educazione sessuo-affettiva.

Rendere la scuola pubblica inclusiva e aperta al territorio.

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