Una santa, una figura storica, un simbolo per un’intera comunità. Sant’Agata è tutto questo, ma può essere anche una “compagna di banco”, capace di accompagnare gli studenti a scuola e nel loro percorso di crescita personale e culturale. A scriverlo su Avvenire – nei giorni in cui il capoluogo etneo celebra la sua Patrona – è Marco Pappalardo, docente, scrittore, educatore, già ospite de La Tecnica della Scuola, riprendendo un pensiero espresso all’inizio dell’anno scolastico dall’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna.
“Renna ha affidato ai giovani una compagnia, una presenza, un volto antico e sorprendentemente vicino”, scrive Pappalardo. “Sant’Agata è stata presentata loro come ‘compagna di banco’! Un’immagine semplice ed efficace che mostra la Vergine e Martire catanese non collocata su un piedistallo irraggiungibile, né confinata in un tempo liturgico o in una festa popolare. Viene fatta sedere idealmente accanto agli studenti, nei banchi delle aule dove si vive il quotidiano fatto di studio, di interrogazioni, di amicizie, di conflitti, di paure, di sogni, di scelte”.
“È lì che Agata è invitata ad abitare e ad essere accolta non come figura del passato, bensì come presenza che accompagna”, si legge ancora nell’articolo. “Monsignor Renna, nella sua lettera augurale, ha scritto che i santi sono “persone semplici e speciali allo stesso tempo”, capaci di abbattere le distanze di spazio e di tempo; e Sant’Agata è davvero così! Una giovane donna vissuta secoli fa nella stessa terra alle falde dell’Etna, ancora capace di rispondere con la propria vita alle domande più urgenti delle nuove generazioni“.
“Il suo nome significa ‘buona’, una bontà non ingenua, non fragile, al contrario forte, capace di stare accanto ai poveri”, osserva Pappalardo, “È una presenza discreta e intensa, che genera domande, curiosità, confronto, dialogo, ascolto. Si parla di storia e di fede, di cultura e di identità, di religione e di società, di libertà, di coraggio, di dignità del corpo, di rispetto, di responsabilità personale. Entra così nel quotidiano scolastico”, conclude il docente, “tra venerazione per chi crede e occasione educativa per tutti”.