Home Archivio storico 1998-2013 Generico Studenti medi: blocco della didattica in tutta Italia dal 17 ottobre

Studenti medi: blocco della didattica in tutta Italia dal 17 ottobre

CONDIVIDI

Parla con entusiasmo Luigi Sellaro, responsabile organizzativo dell’Unione degli Studenti di Milano, che in queste ore sta chiamando a raccolta le scuole superiori di tutta Italia per continuare e intensificare la lotta contro la riforma della scuola: “Le notizie che ci stanno arrivando da tutta Italia sono confortanti: da sabato 15 ci sono scuole occupate un po’ dovunque, a partire da lunedì 17 noi lanciamo la campagna di boicottaggio della didattica”.
A Milano l’appuntamento è per le 9,30 in piazza Diaz: ci si conterà e si potrà capire se la “campagna d’autunno” contro il ministro Moratti e la riforma della secondaria di secondo grado potrà avere qualche peso o se si tradurrà in qualche giornata di scuola persa.
Ma nel concreto cosa chiede l’Unione degli studenti?
Sellaro non ha dubbi: “Nell’immediato vorremmo quanto meno essere ricevuti dal ministro Moratti che, in 5 anni, abbiamo potuto incontrare una volta soltanto”.
E in prospettiva?
“La nostra richiesta è semplice e inequivocabile: obbligo scolastico fino a 18 anni, da subito e poi ci vogliono anche politiche di sostegno per coprire le spese per i mezzi pubblici, le mense e i libri di testo, senza dimenticare i fondi per l’università e la ricerca”.
Non usano mezzi termini gli studenti dell’Unione: “Per farci sentire da chi non ci ha ascoltati mercoledì 12 ottobre, in occasione delle manifestazioni che si sono svolte in 30 città italiane, dobbiamo boicottare le lezioni, scendere in piazza, occupare, indire picchetti, fare autogestione e didattica alternativa, in ogni modo e con ogni mezzo. Perché la scuola non è una merce”.
E il comunicato al quale affidano il “lancio” dell’iniziativa si conclude con uno slogan che richiama gli anni Settanta: “La lotta continua!”
Ma l’Unione degli studenti non ha come riferimento la sinistra istituzionale?
“Certo – precisa Luigi Sellaro – ma non siamo l’emanazione di questo o quel partito e in questo senso ci consideriamo extra-parlamentari”.