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Supplenze, segnalati errori per le graduatorie di prima fascia su Istanze Online

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Con l’attenzione puntata sulle immissioni in ruolo, tra poco è attesa la circolare annuale sulle supplenze, che vedrà proprio quest’anno un vero e proprio boom, segnaliamo alcune anomalie su Istanze Online che stanno coinvolgendo alcuni docenti.

 

Supplenze scuola: problemi con Istanze Online

Nello specifico, riportiamo la segnalazione di una lettrice che ci ha scritto: Ho inoltrato domanda di inclusione nella prima fascia di graduatorie tramite modello B “Graduatorie di circolo e d’istituto del personale docente per gli aa.ss. 2019/2010, 2020/2021 e 2021/2022 – modello di scelta delle istituzioni scolastiche”, inserendo dieci nuove istituzioni scolastiche ed esprimendo richiesta per le supplenze fino a 10 giorni in merito a cinque scuole. Tuttavia, nella visualizzazione del modello B su Istanze Online, tali modalità di interpello non sono espresse ed è riportato “No” alla voce “Supplenze fino a 10 giorni” in merito a tutte e dieci le istituzioni scolastiche scelte. Per avere certezza che si tratti di errori che dipendono dalla piattaforma, ho controllato il formato pdf protocollato del modello B, ed è compilato correttamente secondo quanto ho richiesto“.

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Ma non solo: la lettrice riferisce inoltre, che alla voce “Valida dalla fascia” compare “0” rispettivamente ad ogni istituzione scolastica e non “1” (la mia fascia di appartenenza). In merito a quest’ultimo punto, qualche sindacalista ha teorizzato che, probabilmente, lo zero appare a chi ha modificato le scuole, ma non vi è alcuna certezza a riguardo. Non mi è possibile neanche aggiornare la mia email, sulla medesima piattaforma: infatti, nonostante sia ricorsa alla funzione apposita, mi compare sempre la vecchia email. Ho avuto modo di riscontrare che questi errori sono comuni a molti miei colleghi. L’Usp non ha risposte in merito e demanda la questione alle scuole, le scuole ugualmente, la demandano agli Usp di competenza“.

Pertanto, ci troviamo di fronte ad alcuni problemi che potrebbero causare intoppi al procedimento di assegnazione delle supplenze. E come si evince dal racconto della lettrice, l’errore di Istanze Online sembra comparire anche ad altri colleghi.

Forse si tratta di un problema momentaneo, ma è bene che il Miur si adoperi per risolvere il tutto al più presto, per non penalizzare i precari.

Ricordiamo che la finestra relativa alla scelta delle sedi per le graduatorie di istituto di prima fascia si è chiusa infatti il 29 luglio.

Entro quella data, gli interessati potevano richiedere un massimo di 20 scuole, appartenenti alla stessa provincia, con il limite, per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e primaria, di 10 istituzioni di cui, al massimo, 2 circoli didattici.

Nell’ambito del numero delle scuole prescelte per l’inclusione nelle graduatorie di scuola dell’infanzia e primaria, gli aspiranti potevano richiedere, secondo le apposite modalità previste nel Modello B, un massimo di 7 istituzioni scolastiche, col limite di 2 circoli didattici, in cui essere chiamati con priorità, con le particolari e celeri modalità d’interpello nei casi di supplenze brevi sino a 10 giorni.

Secondo quanto previsto dall’art. 6 comma 2 del presente DM, l’aspirante poteva derogare al limite dei 2 circoli didattici nei casi in cui la provincia interessata figuri fra quelle che hanno disposto in tal senso, consultando, a tal fine, l’apposito elenco.

Il decreto Miur (CLICCA QUI)

LA PAGINA DEDICATA DEL MINISTERO

Supplenze, sarà boom di precari

Per i sindacati a settembre occorreranno 150-170mila supplenze.

Secondo le organizzazioni sindacali infatti sarebbero tre le cause di questo spropositato numero di nuovi precari:

– quota 100 che ha liberato più cattedre rispetto al turn-over ordinario;

– la cronica assenza di docenti abilitati nelle graduatorie a esaurimento, specie in matematica, lingue e sostegno;

– l’eterno ritardo nel bandire, e concludere, i concorsi.

C’è infine, ricordiamo, la quota di supplenze “ordinaria” che ogni anno si aggira intorno alle 100mila.

In attesa di conoscere il destino del decreto salva precari, ovvero quel dispositivo che dovrebbe tutelare i docenti, non abilitati, con 36 mesi di servizio alle spalle, le previsioni sono pessimiste.