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Tagli da 4 a 8 miliardi: coinvolti gli statali

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  • GUERINI

Il decreto sulla revisione di spesa è atteso dopo gli incontri con le parti sociali e gli enti locali, rinviati a domani. Obiettivo principale del decreto resta evitare l’aumento dell’Iva a ottobre, trovare nuovi fondi per i territori colpiti dal terremoto in Emilia-Romagna e finanziare le spese inderogabili, come le missioni internazionali.
Una parte delle risorse arriverà dalle misure del commissario straordinario Enrico Bondi, con la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi. Una sforbiciata che riguarderà in parte la sanità, con tagli da 1-2 miliardi, soprattutto per la riduzione della spesa farmaceutica. Il secondo e terzo pilastro saranno la riduzione delle Province e la scure sulle società pubbliche, alleggerendo Cda e tagliando enti strumentali, società e consorzi di Regioni, Province e Comuni. Possibili poi misure sul pubblico impiego, con interventi su buoni pasto e tredicesime, e soprattutto la riduzione dell’organico, con l’ipotesi per i dipendenti in esubero di mobilità per due anni o pensionamento con le vecchie regole (derogando alla riforma Fornero) per i sessantenni.
Per i dipendenti pubblici potrebbero esserci un taglio dei buoni pasto, il rinvio della tredicesima a gennaio e una riduzione di permessi e distacchi. Prevista anche la riduzione dell’organico del 20% per i dirigenti, del 10% per quelli di secondo livello e del 5% per gli altri ruoli, coinvolgendo circa 10mila lavoratori. Per gli statali in esubero non ricollocabili potrebbe essere stabilita la mobilità per due anni (con l’80% dello stipendio), mentre per chi ha i requisiti per la pensione potrebbe scattare il pensionamento con le vecchie regole previdenziali, derogando per 1-2 anni alla riforma Fornero.