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Tagli, il grido delle province: come si fa ad aprire le scuole di pomeriggio?

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Come si fa a tenere aperte le scuole di pomeriggio se gli enti locali non riescono più a pagare le bollette per l’attività scolastica ordinaria?

A chiederlo è stata Francesca Zaltieri, rappresentante Upi nel Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e Consigliere delegato per l’istruzione per la Provincia di Mantova, intervenuta il 7 febbraio all’audizione presso la Commissione Cultura della Camera sui dei decreti attuativi della Legge 107/2015.

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“Tenere aperta una scuola il pomeriggio implica ovviamente un aumento dei costi, elettricità, riscaldamento, che al momento non riusciamo a sostenere neanche per l’ordinario“, ha detto.

Zaltieri si è soffermato sul fatto che le scuole offrono un servizio fondamentale, anche per la formazione dei giovani con problemi di apprendimento: “la presenza di studenti con disabilità nella scuola italiana ha subito in questi ultimi dieci anni un incremento di circa il 40%, di cui il 25% sono ragazzi delle scuole superiori”, che sono le scuole gestite delle stesse province.

E ancora: “oggi le Province sono a metà del guado, pertanto è indispensabile che si rimetta mano a una definizione precisa di competenze e alle risorse finanziarie necessarie a rispondere a bisogni dei cittadini. Come Province vogliamo contribuire ad attuare un sistema scolastico innovativo, inclusivo e strategico che si fondi su una “nuova scuola aperta al territorio”, ma per realizzare pienamente questi principi ci occorrono le risorse per poterlo fare“.

 

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L’Upi ha consegnato un documento alla Commissione, nel quale spiega che “i tagli operati dal Governo nelle ultime leggi di stabilità (e su cui si sta portando avanti un’azione politico-istituzionale di sistema) in relazione alla complessità del contesto istituzionale introdotto dalla legge Delrio, hanno fortemente messo in crisi il sistema delle Province, che nonostante tutto, tra estreme difficoltà, carenza di risorse e problemi di personale, ha comunque saputo garantire l’ordinaria gestione delle scuole in termini di manutenzione e di funzionamento”.

“Oggi però la situazione è di vera e propria allerta e se il Governo non interverrà quanto prima a risolvere la drammatica situazione di stallo e di emergenza che ormai riguarda tutte le Province, non sapremo veramente come garantire i servizi e assicurare la sicurezza dei cittadini”, conclude il documento delle Province.