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Tavola rotonda al Vaccarini di Catania sull’importanza dei linguaggi di programmazione visuale nella didattica

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L’importanza dello studio della Computer Scienze è riconosciuto a livello mondiale sia per la previsione del crescente numero di posti di lavoro disponibili negli anni futuri sia, soprattutto, per la pervasività delle nuove tecnologie che sono e ancor più saranno usate in qualunque ambito lavorativo.

Tra le recenti iniziative ricordiamo la Computer Science week (http://codeweek.eu/, http://codeweek.it/, http://uk.code.org/, http://csedweek.org/) e report internazionali come il report congiunto dell’Informatics Europe e dell’ACM Europe (la sezione europea dell’ Association for Computing Machinery), due tra le maggiori associazioni a livello mondiale che si occupano di attività educative e scientifiche nel campo delle Scienze Informatiche.

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In particolare il suddetto report internazionale, “Informatics education: Europe cannot afford to miss the boat”, indica chiaramente che i giovani cittadini europei devono essere formati sia nell’ambito della “digital literacy”, ovvero nell’uso dei software informatici di base e di Internet, sia nelle scienze informatiche, ovvero la scienza dietro la tecnologia dell’Informazione, caratterizzata da un insieme rigoroso di concetti, metodi, conoscenza e “questioni aperte”. Il report sottolinea come le Scienze Informatiche abbiano assunto un ruolo simile a quello della matematica, come un sapere cross disciplinare che oggi sta alla base del progresso scientifico, ingegneristico ed economico.

Dello stesso avviso è il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che nel “Syllabus di Elementi di Informatica: la scuola dell’obbligo – anno 2010” afferma che “l’Informatica va insegnata, studiata e capita non tanto per formare bravi professionisti della disciplina, ma soprattutto perché la conoscenza dei suoi fondamenti contribuisce a formare e arricchire il bagaglio tecnico, scientifico e culturale di ogni persona.

Essa, infatti, assume un duplice ruolo nell’insegnamento: da una parte ruolo culturale e formativo di disciplina scientifica di base (a fianco della matematica e delle scienze); dall’altra ruolo di strumento concettuale trasversale a tutte le discipline”.  Anche il recente curriculum Inglese ha reso lo studio dell’Informatica obbligatorio fin dalla prima elementare indicando come obiettivi per la prima e seconda elementare, accanto a saper leggere e scrivere:

  • Capire che cosa sono gli algoritmi; come sono implementati; come programmarli su dispositivi digitali; capire che i programmi eseguono istruzioni precise e non ambigue
  • Saper eseguire la correzione di errori, o «debug», di semplici programmi
  • Usare il ragionamento logico per prevedere il comportamento di semplici programmi

In questo contesto L’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Giovan Battista Vaccarini” di Catania è fra le scuole italiane che partecipa alla Europe Code Week, la settimana europea del codice che si svolge dall’11 al 14 ottobre e promossa dal gruppo degli Young Advisors del Vice Presidente Neelie Kroes. L’obiettivo della settimana del codice è quello di diffondere la programmazione vista come “arte e scienza di comunicare con i computers”. L’importanza dell’iniziativa è sottolineata dalla rilevanza data dal Ministero alle attività svolte all’interno delle varie settimane del codice attraverso il progetto “Programma il futuro” (http://www.programmailfuturo.it/).

La partecipazione alla settimana europea del codice è frutto della lungimiranza della Dirigente dell’Istituto Vaccarini, la Professoressa Salvina Gemmellaro, da poco insediatasi nell’Istituto. All’interno di questa settimana martedì 14 ottobre, dalle ore 16,00 alle ore 18,00, l’Istituto di Istruzione Superiore Statale “G.B. Vaccarini” invita i docenti di ogni ordine di scuola a partecipare all’ incontro “Linguaggi visuali nella didattica curriculare”. Nel corso dell’incontro verranno brevemente esplorate le potenzialità dei linguaggi di programmazione visuale quali SCRATCH (http://scratch.mit.edu/) e App Inventor (http://appinventor.mit.edu/explore/) con una discussione sulle loro possibili applicazioni nella didattica curriculare.

Questi linguaggi visuali consentono di creare storie interattive, animazioni, giochi e programmi semplicemente trascinando visualmente i blocchi, che si incastrano come i mattoncini Lego e rappresentano le istruzioni eseguibili. I linguaggi visuali sono completamente privi di regole sintattiche, consentono facilmente di creare e gestire elementi multimediali come immagini e suoni e si prestano ad essere utilizzati da tutti gli studenti, anche nelle classi della scuola elementare. Ciò non di meno questi linguaggi visuali consentono di introdurre tutti i concetti di base di un pensiero computazionale. Nell’incontro verranno discussi anche strumenti per la creazione, con pochissimi click, di siti wiki e del loro utilizzo come supporto a comunità virtuali di apprendimento.