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Test d’ingresso da rifare nella Facoltà di Medicina di Catanzaro

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A Catanzaro bisogna rifare i test di medicina. 
“Invierò oggi stesso al Rettore dell’Università di Catanzaro una lettera per chiedergli di usare i quiz di riserva per i test di ingresso alla facoltà di medicina”. 
E’ quanto ha affermato il ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi in risposta agli scandali che hanno riguardato gli esami di ingresso alle facoltà di medicina di  Catanzaro, Bari, Ancona e Chieti. 
Infatti, ci sarebbe stata una sottrazione dei modelli con i quiz dei plichi inviati all’Università Magna Grecia di Catanzaro per l’ammissione ai corsi, che sono a numero chiuso. Tre in totale i modelli di test mancanti che sarebbero dovuti essere consegnati. L’esposto era stato presentato dal rettore dell’Ateneo, Francesco Saverio Costanzo, e dal preside della Facoltà di Medicina, Giovanbattista De Sarro, secondo i quali i plichi, al momento della consegna, erano stati rinvenuti aperti. Dall’inchiesta, guidata dal sostituto procuratore Salvatore Curcio, non sono emersi indizi per confermare che la conoscenze preventive di domande da parte degli studenti sia avvenuta in cambio di denaro.
Intanto il rettore dell’ateneo catanzarese ha accolto favorevolmente l’invito del ministro Mussi e ha dichiarato: “Eravamo coscienti del fatto che una delle possibili conseguenze della nostra tempestiva segnalazione alle autorità competenti sulle anomalie riscontrate nei plichi concorsuali era rappresentata proprio dall’annullamento dei test nella nostra sede. La decisione cautelativa del ministero in attesa di ulteriori accertamenti, consentirà comunque lo svolgimento delle prove concorsuali che saranno effettuate in tempo utile per garantire il normale avvio dell’anno accademico. Aspetto ora di avere notizie più precise e di concordare con il ministero come e quando ripetere i test”.
Il rettore Costanzo ha inoltre sottolineato: “Abbiamo atteso con grande serenità, avendo segnalato subito, e per primi, le possibili anomalie, le decisioni del ministero. Dalla vicenda il sistema ne esce rafforzato, in quanto ha dimostrato di avere in sè gli strumenti necessari per fronteggiare tali delicate situazioni”.