Due donne che hanno scelto la legalità a caro prezzo. Due storie di coraggio, sacrificio e identità protetta. Si è chiusa con una lezione fuori dall’ordinario la settima edizione della Scuola di formazione per il bene comune: protagoniste dell’ultimo incontro due testimoni di giustizia che hanno portato in aula la propria esperienza diretta con la mafia, di fronte agli studenti di tre istituti superiori siciliani.
L’incontro, dedicato al tema dell’etica dei comportamenti e della cultura della legalità tra istituzioni e società civile, ha visto come protagoniste Angela Ogliastro e Piera Aiello. La prima, ispettore di Polizia, è stata tra le prime donne a far parte della scorta di Giovanni Falcone. La mafia di Brancaccio le ha ucciso il fratello Serafino, anch’egli poliziotto, con il metodo della cosiddetta lupara bianca. La seconda, Piera Aiello, è nota per essere stata la prima testimone di giustizia eletta in Parlamento, nel 2018. Costretta a sposare un boss mafioso, divenne cognata di Rita Atria, morta suicida dopo la strage in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino insieme alla sua scorta. Aiello avviò la collaborazione con la magistratura, trascorse anni in località segreta sotto falso nome e solo di recente è rientrata a Palermo. I loro racconti, forti e toccanti, hanno suscitato numerose domande da parte dei giovani studenti. Significativo anche l’intervento della giudice Laura Benanti, che ha condiviso particolari inediti delle camere di consiglio nell’Aula bunker di Bicocca, in occasione di importanti processi di mafia contro i clan Santapaola e Cappello.

All’incontro hanno preso parte anche Monica Luca, presidente di Confindustria Catania Imprenditoria Femminile, e Giuseppe Trovato, attivista e borsista di ricerca dell’Università di Catania. Sono intervenuti inoltre docenti dell’ateneo catanese: Ida Nicotra, presidente della Scuola Superiore di Catania, Matteo Negro, ordinario di Filosofia teoretica, e Vincenzo Antonelli, ordinario di Diritto amministrativo. L’incontro è stato moderato da Antonio La Ferrara, presidente di Futurlab, che ha sottolineato la partnership con l’ateneo. A tirare le fila della giornata è stato Giuseppe Cicala, direttore della Scuola di formazione per il bene comune, che ha tracciato il bilancio del settimo anno di attività: un percorso che ha affrontato i temi più attuali e di impatto diretto sulla società, con particolare attenzione al mondo studentesco. Presenti agli incontri gli alunni dei licei Principe Umberto e Galileo Galilei di Catania e del Benedetto Radice di Bronte.