Ricorre il 21 marzo la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, celebrata dall’associazione Libera a partire dal 1996 e riconosciuta dallo Stato Italiano nel 2017. Un evento particolarmente sentito anche nel mondo della scuola, con iniziative in tutto il territorio nazionale, per promuovere la cultura della legalità tra le giovani generazioni.
A Palermo, per esempio, 1500 studenti degli istituti aderenti alla Rete per la cultura antimafia nella scuola hanno partecipato alla manifestazione sulla scalinata del Teatro Massimo, durante la quale sono stati letti i nomi di oltre mille vittime di Cosa nostra. “Un momento di profonda emozione”, scrive in una nota la Rete. “La grande partecipazione delle studentesse e degli studenti, in una giornata in cui tutte le scuole sono chiuse, dimostra che c’è una grande sensibilità antimafia nelle nuove generazioni. La scuola”, concludono, “è l’antidoto più forte per sconfiggere il veleno mafioso, e la costruzione quotidiana della cultura antimafia rappresenta una priorità nella missione educativa“.
A sostenere la manifestazione anche il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che in una circolare diffusa nelle scorse settimane ha promosso “la partecipazione delle Istituzioni scolastiche e le iniziative finalizzate alla costruzione, nelle giovani generazioni, di una memoria delle vittime delle mafie e degli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia recente e i successi dello Stato nelle politiche di contrasto e di repressione di tutte le mafie”. Tale impegno, si legge ancora nella nota, rientra nella missione istituzionale del Ministero, “in coerenza con quanto previsto dalle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica in materia di educazione alla legalità, contrasto alle mafie e cultura del rispetto”.
A celebrare la ricorrenza anche Unicef Italia. “Siamo al fianco di tutte le famiglie, i bambini e le bambine vittime di questa ingiustizia e di tutti coloro che spendono e hanno speso la propria vita per combattere le mafie”, scrive in una nota il presidente Nicola Graziano. “Il ricordo di queste persone deve essere monito per il futuro di tutti noi. Le loro vite non devono essere dimenticate. Ogni vita spezzata dalle mafie deve essere per ciascuno di noi motivazione a non abbassare la voce, a non chiudere gli occhi, a non avere paura. Come Unicef Italia saremo per sempre impegnati a promuovere con tenacia la cultura della legalità”.