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Tfa, la Funzione Pubblica smentisce il Miur: confermati i 23mila posti!

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Anche il nuovo Governo conferma l’inadeguatezza nel gestire la “patata bollente” dei Tfa, i nuovi percorsi universitari di formazione abilitanti: lo scorso 29 dicembre, mentre i rappresentanti del Miur comunicavano con in certo imbarazzo ai sindacati che i 23mila posti individuati dall’ex ministro Gelmini dovevano essere ridimensionati a seguito di alcuni rilievi del dicastero della Funzione Pubblica,
dallo stesso dicastero di Palazzo Vidoni partiva una nota, completata il giorno successivo, con la quale il contingente da selezionare veniva invece clamorosamente confermato in toto.
A completare quella che appare una vicenda a lieto fine per i candidati, ma che Miur e Funzione Pubblica potevano sicuramente gestire meglio, è stato l’ufficio stampa del ministero guidato da Patroni Griffi attraverso un comunicato pubblicato il 4 gennaio su un quotidiano economico: “si precisa – riporta il comunicato della Funzione Pubblica – che con nota del 29 dicembre 2011, il ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione ha espresso parere favorevole all’ulteriore corso del decreto del ministero dell’istruzione che individua in 2.802 il numero dei posti disponibili, a livello nazionale, per le immatricolazioni al corso di laurea magistrale per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado”. Nel comunicato si spiega che la medesima procedura di conferma è stata adottata anche per il contingente della scuola secondaria. “Parere favorevole – continua l’ufficio stampa – è stato inoltre espresso, con nota del 30 dicembre 2011, sul decreto del Ministro dell’istruzione con cui, in materia di programmazione degli accessi ai percorsi formativi per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, si dichiarano disponibili, a livello nazionale, 4.275 posti per le immatricolazioni al TFA per l’insegnamento nella scuola di primo grado e 15.792 posti le immatricolazioni al TFA per l’insegnamento nella scuola di secondo grado”.
Quest’ultima precisazione, relativa alle abilitazioni assegnate per la secondaria superiore, fa dunque cadere la controversia sull’eccesso di posti (tre volte quelli effettivamente liberi) che il Miur avrebbe concesso a seguito delle pressioni ricevute anche sul fronte politico (in particolare da Comunione e liberazione).
Lo sblocco dei tirocini non rappresenta comunque il via libera per l’avvio delle selezioni: quando la prossima settimana i sindacati e gli alti dirigenti del Miur si riuniranno di nuovo, probabilmente il 9 o 10 gennaio, rimarranno ancora tutte da definire le modalità di svolgimento delle selezioni dei candidati, la ridefinizione dei decreti emessi dalla Gelmini, nonché lo scioglimento di diversi “nodi”. Ad iniziare dalle regole che porteranno alla scelta dei tutor formativi e dall’attivazione di una serie di corsi abilitanti su delle classi di concorso (alle superiori) ancora non definite.