Una vicenda contorta che vede come protagoniste una dsga e una dirigente scolastica di una scuola del barese. Come riporta La Repubblica, la direttrice amministrativa, dopo la maternità, era tornata al lavoro e aveva trovato la sua postazione smantellata.
In sostanza, la donna non ha trovato più il monitor e tastiera, il pc era scollegato con disabilitazione delle password e del gestionale. La dsga avrebbe poi scritto alla dirigente scolastica la quale, in risposta, aveva disposto la sanzione disciplinare del “rimprovero scritto”.
La vicenda risale a febbraio 2023. A renderla nota è il segretario nazionale Confil Filpi, Giuseppe D’Ambrosio, che ha assistito la lavoratrice. “Nonostante le immediate comunicazioni formali inviate alla dirigente scolastica con la richiesta di ripristino delle condizioni di lavoro, – spiega il sindacato – la dirigente scolastica non solo non provvedeva ma addirittura inoltrava una contestazione disciplinare con conseguente sanzione per omessi adempimenti”.
La direttrice amministrativa ha poi impugnato il provvedimento e il Tribunale nelle scorse settimane ha accolto il ricorso, sulla base anche delle testimonianze dei colleghi raccolte nel corso del processo. Il giudice del lavoro ha quindi annullato la sanzione disciplinare, condannando la scuola al pagamento delle spese.
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