Home Attualità Transizione digitale, in arrivo nuovi fondi. Perché sarà importante spenderli bene?

Transizione digitale, in arrivo nuovi fondi. Perché sarà importante spenderli bene?

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Pioggia di nuovi fondi per la scuola, oltre un miliardo di euro per banda larga, attrezzature digitali e laboratori interattivi per la transizione digitale.

Il Programma Operativo Nazionale per “la Scuola” prevede nuovi, importanti fondi che avranno l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale della didattica, un’occasione unica ed irripetibile per rinnovare la
scuola perché investire sulla formazione dei ragazzi vuol dire lavorare per il futuro del Paese.

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Il 9 aprile 2021, il ministro Mara Carfagna ha firmato e successivamente inviato a Bruxelles la proposta italiana per l’utilizzo delle risorse connesse al piano europeo React-EU. Il 4 ottobre successivo, la Commissione Europea ha completato l’esame delle proposte italiane, approvando e finanziando tutte le riprogrammazioni proposte.

I nuovi fondi in arrivo

La dotazione complessiva di React-EU è pari a 47,5 miliardi di euro, in particolare all’Italia spettano circa 13,5 miliardi di euro, di cui 11,3 già nel 2021. Gli interventi individuati consentono di definire preventivamente una quota del 64,3% di queste risorse destinata al Mezzogiorno, pari a circa 8,36 miliardi di euro. Per la scuola parliamo in particolare di 1.032 milioni di euro da destinare al cablaggio degli edifici, trasformazione digitale della didattica scolastica, laboratori di sostenibilità per le scuole del primo ciclo e
laboratori verdi ed innovativi del secondo ciclo.

Soldi che andranno spesi bene perché altrimenti si perderebbe un’ulteriore occasione per migliorare la scuola.

Proviamo ad analizzare gli aspetti che non andranno sottovalutati per evitare che i soldi vadano sprecati o che non vengano utilizzati in maniera adeguata.

Gli aspetti da previlegiare per usare bene i fondi

Secondo Paolini del Politecnico di Milano (fonte Agenda Digitale), uno degli aspetti rilevanti è la scelta della tecnologia necessaria ed utile per la trasformazione digitale delle scuole. Ogni acquisto tecnologico deve
essere valutato ed effettuato anno per anno perché l’obsolescenza rapida della tecnologia non consente un piano pluriennale di acquisizione.

Altro tema fondamentale è quello della formazione. Il primo patrimonio della scuola è il personale che opera intorno al contesto scolastico. Per avere nel tempo insegnanti, dirigenti, tecnici, amministrativi sempre in linea con le esigenze formative serve formazione continua, formatori adeguati e corsi in presenza.

Come dovrebbe evolvere la DAD

Terzo aspetto da valutare attentamente è quello relativo alla DAD. E’ stata una necessità nel periodo della pandemia e una soluzione che ha consentito di portare avanti la didattica in condizioni di isolamento, ma la domanda che va posta è: oggi e in futuro come potrebbe essere usata? Di sicuro gli strumenti digitali possono aiutare la didattica tradizionale ma come metodologia complementare e non sostituiva.

La pandemia ha fatto capire quanto sia importante saper usare le tecnologie in ogni angolo della società cosi come nella didattica. Inutile domandarsi se le tecnologie possono aiutare la didattica; sicuramente possono farlo ma vanno viste in ottica di Blended Learning. Nata in ambito di formazione aziendale, il blended learning è un modello alternativo di apprendimento che utilizza contemporaneamente sia tecniche digitali che analogiche, una via di mezzo tra le tecniche tradizionali e modelli innovativi di e-learning.

Serve, dunque, una scuola moderna, connessa e blended come già avviene nel mondo Universitario. Perché non usare la didattica a distanza invece che sospendere le lezioni nei giorni di elezioni politiche?
Ultimo aspetto ma non per importanza è quello relativo al modello organizzativo degli istituti scolastici. Il singolo insegnante non deve essere lasciato solo di fronte al problema della innovazione; deve sentirsi
parte di una squadra che lo sostiene, che gli assegna i ruoli giusti, lo aiuta, gli fornisce i necessari strumenti culturali e operativi.

Se verranno fatti gli investimenti giusti con la dovuta accuratezza ed oculatezza questi fondi saranno utili per dare un’accelerata al processo di cambiamento nella scuola in atto ormai da diversi anni.