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Tremila euro di multa a studente per una pipì contro il muro. Lo sfogo del padre: assurdo

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Tremila euro per un pipì contro il muro. Tutto vero. Una super-multa pagata dal papà dopo che il figlio, 19enne, ultimo anno di liceo, all’uscita da una birreria, alle tre di notte, nel centro storico di Genova aveva fatto pipì contro il muro in un caruggio. Due carabinieri l’hanno visto e hanno stilato un verbale. Con relativa sanzione: fino a diecimila euro. Al Corriere della Sera, il padre dello studente ‘monello’ racconta così la vicenda: “Quando ho letto quella cifra ho pensato: si sono sbagliati. Non ci volevo credere” ripete il padre sconsolato. “Mi sono consultato con due amici avvocati, un penalista e una civilista. Ho fatto vedere il verbale che si riferiva ad atti osceni in luogo pubblico e loro mi hanno sconsigliato di fare opposizione. Mi hanno detto: paga entro i sessanta giorni così godi della riduzione della sanzione e io ho pagato. Tremila e trecento euro, mi viene male ancora adesso”.

 

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FIGLIO“Cosa gli dovevo dire? Ha sbagliato, non doveva farlo ma alzi la mano, fra tutti gli uomini, chi non ha mai, dico mai, fatto la pipì in una piazzuola dell’autostrada, in una stradina buia. Io viaggio molto per lavoro, confesso: è capitato anche a me. Posso dirlo? C’è una norma, è stata violata. Mio figlio ha torto. Però dico, solo lui deve pagare tremila euro per quello che si vede fare così sovente da persone a cui nessuno chiede conto di niente? C’è una sproporzione tra la trasgressione e la sanzione, uno squilibrio – conclude -.  La multa arriva a persone come me che vogliono essere in regola e pagano. Ma non c’è equità, non c’è omogeneità di trattamento. Non so perché hanno voluto calcare così la mano con un ragazzo che stava facendo pipì”.