Home Attualità “Tribù generazionali”: relazioni solo con coetanei

“Tribù generazionali”: relazioni solo con coetanei

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Materia di riflessioni per i docenti e per capire meglio i ragazzi che ogni giorno chiedono allo Stato di essere istruiti è l’ultima ricerca: “L’Italia delle generazioni” realizzata da Censis e Fondazione Hpnr (Human Potential Network Research) in collaborazione con la Fondazione Oic (Opera Immacolata Concezione).  

Ne esce la fotografia di un’Italia divisa in vere e proprie “tribù generazionali”, in cui ci si relaziona solo con i coetanei. Un fenomeno che riguarda soprattutto i giovani, ma non solo.

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Gli esempi sono molteplici, compreso quello di coloro che quando devono frequentare corsi di formazione (4,6 milioni di italiani) vogliono solo coetanei. 

Mentre ci si concentra sulle difficoltà di integrazione delle nuove culture e confessioni religiose, i dati segnalano una sorprendente scissione nel cuore della società italiana: un Paese fatto di tribù generazionali in buona parte non comunicanti. Gli “isolazionisti” sono più diffusi tra i giovani. Il 10% dei millennials di 18-34 anni (1,1 milioni).  Ma perchè così tanti giovani sono sulla trincea generazionale? Secondo il Censis, perchè sono pochi e sono sempre meno.

La competizione su lavoro e sulle risorse scarse del welfare, in particolare sulle pensioni, secondo lo studio, oggi ha generato una scissione generazionale.

 

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Ma è indispensabile ricucire i rapporti e moltiplicare le relazioni nella vita quotidiana. Una esperienza pilota che va in questa direzione è il Civitas vitae di Padova, una vera e propria “casa dell’intergenerazionalità”, dove la voglia di relazioni dei longevi è il perno di tante attività e progetti, tra i quali l’esperienza dei “Nonni del cuore” che, adeguatamente formati, accompagnano i bambini in visite guidate al Museo Veneto del Giocattolo facendo conoscere la storia attraverso il gioco, li coinvolgono in  laboratori didattici e creativi per apprendere le tecniche dell’arte del riuso e del riciclo degli oggetti, li inseriscono in un percorso di educazione stradale, li affiancano nello svolgimento dei compiti a casa per migliorare le capacità di apprendimento.