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Un computer per maestro. E scatta la polemica

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Ma di che si tratta? Il ministro Profumo vorrebbero sostituire le scuole dei paesini con presidi scolastici digitali, innovazione che significa collocare, al posto delle maestre, personal computer con gli scolaretti collegati in rete. 
Tuttavia sembra proprio che il riferimento normativo giaccia sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico, nel quale, all’articolo 21, ci sarebbe un paragrafo dedicato ai centri scolastici digitali dove verrebbe detto: “Nelle situazioni di particolare isolamento, limitatamente alle piccole isole e ai comuni montani ove è presente un ristretto numero di alunni del primo ciclo di istruzione le attività didattiche saranno gestite in modalità e-learning sotto la vigilanza di un tutor”.
E proprio partendo da queste parole, è scattato l’attacco di Pantaleo: “Si vorrebbero cancellare le scuole nelle piccole isole e nei comuni montani sostituendole con dei non meglio identificati Centri scolastici digitali, dove i bimbi sarebbero collegati in rete e le attività didattiche gestite in modalità e-learning sotto la vigilanza di un tutor”.
Tuttavia dal Miur si sarebbe manifestata una certa sorpresa anche perché il vero obiettivo sarebbe quello di salvare dalla chiusura le piccole scuole grazie alla tecnologia, mentre non sarebbe mai stata sottoposta ufficialmente al ministro una simile proposta. 

La lettera di Pantaleo

Gentile Ministro,
apprendiamo da notizie di stampa che, ieri, durante la conferenza stampa per l’inaugurazione dell’anno scolastico ha annunciato nuove prospettive per la scuola italiana: computer in ogni classe, tablet agli insegnanti… insomma una vera e propria rivoluzione. Un sogno digitale.
Era davvero necessaria, Signor Ministro, questa operazione mediatica per coprire con scenari mirabolanti, la triste realtà: questo anno scolastico si è avviato malissimo, uno dei peggiori a nostra memoria.
Classi ancora senza insegnanti, personale ausiliario, tecnico e amministrativo non ancora nominato, grande confusione e difficoltà determinate dagli effetti del dimensionamento scolastico e dai tagli agli organici degli ultimi quattro anni, condizioni fatiscenti o insicure di tante nostre scuole. E ancora come non ricordare che il personale docente inidoneo per motivi di salute verrà trasferito forzosamente nelle segreterie al posto di assistenti amministrativi precari. Oppure il concorso epocale per “i giovani” da Lei annunciato qualche settimana fa e così via… o ancora la drammatica situazione del personale Ata con precari che non avranno più ne’ supplenze e ne’ la speranza della stabilizzazione. Ma evidentemente queste miserie non La riguardano e non riflette nemmeno sul recentissimo rapporto OCSE che pone il nostro paese agli ultimi posti per investimenti in istruzione in rapporto al PIL, investimenti peraltro in costante diminuzione.
Tra le grandi innovazioni, a cui lei pensa, ci risulta essere in un prossimo provvedimento legislativo, l’idea di sostituire gli insegnanti con i personal computer. Si vorrebbero cioè cancellare le scuole nelle piccole isole e nei comuni montani sostituendole con dei non meglio identificati Centri scolastici digitali, dove i bimbi sarebbero collegati in rete e le attività didattiche gestite in modalità e-learning sotto la vigilanza di un tutor.
Non si tratta di un’idea nuova, infatti sappiamo che pratiche di questo tipo sono in uso da molti anni in Groenlandia o nella sterminata Australia dove le distanze o le condizioni del territorio e del clima condizionano pesantemente la vita delle persone.
Signor Ministro a noi pare che si vogliano fare tre operazioni con questa norma:
• un ulteriore taglio di organico del personale, ammantato dall’alone della modernità e dell’innovazione;
• lo stravolgimento dell’idea stessa di scuola pubblica, costituzionalmente garantita, che verrebbe privata della essenziale funzione di mediazione culturale e didattica degli insegnanti;
• una riduzione di risorse a territori già deprivati.
Se questa è l’innovazione che ha in mente, essa troverà la più dura opposizione da parte di questa organizzazione sindacale. La invitiamo a dare piuttosto una risposta ai problemi concreti della scuola italiana a partire da quelli che Lei stesso e il Suo governo hanno creato (es. inidonei e concorso) per garantire a ogni bambino e a ogni bambina una scuola di qualità.
Infine ci corre l’obbligo di segnalare che l’unica innovazione fin ad oggi da Lei messa in campo, il registro elettronico, è rimasta lettera morta. Infatti le scuole si sono aperte e dei registri elettronici non c’è l’ombra, anzi in molti casi non ci sono nemmeno quelli cartacei. Ma tutto ciò si spiega con il fatto che nella legge, Spending Review, non è previsto neanche un euro per coprire le spese di questa “innovazione” e in tante situazioni viene chiesto agli stessi insegnanti di portare i propri personal computer.
Avevamo auspicato che Lei Signor Ministro non cedesse alla tentazione di tanti suoi predecessori di annunciare interventi “epocali” senza risolvere i problemi veri della scuola italiana lasciando, spesso e volentieri come nel caso di chi l’ha preceduta ,cumuli di macerie. Avevamo auspicato un’inversione di tendenza in termini di investimenti e risorse dopo tre anni davvero devastanti.
Così non è stato fino ad oggi.
Ci ripensi.
La FLC CGIL confida nell’accoglimento della richiesta e Le porge distinti saluti

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