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Un Paese che non mette in sicurezza i propri figli non è un Paese civile

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La ricetta politica per mettere in sicurezza il futuro dei nostri giovani è quello di investire in ricerca e sviluppo tecnologico. A tal proposito il Sottosegretario all’Istruzione riferendosi agli Stati Uniti dice: “Negli Stati Uniti sta capitando un fenomeno particolare: le imprese non vanno a cercare i posti dove i costi di produzione sono più bassi, ma quelli dove ci sono maggiori conoscenza e maggiore ricerca. Conoscenza e ricerca sono come un virus: dove ci sono si espandono. 
Le aziende e gli imprenditori più furbi lo hanno capito: investire in ricerca vuol dire crescere”. Tornando alle politiche scolastiche italiane le osservazioni ricadono sull’edilizia scolastica e sulle borse di studio legate al merito scolastico. Sono tutti buoni propositi, che però non rispecchiano la realtà italiana, troppo spesso condizionata da interessi personali contrari il più delle volte al bene comune.
 E’ un bene investire nella sicurezza strutturale delle nostre scuole, ma è altrettanto importante far corrispondere al merito professionale un ruolo sociale e lavorativo adeguato. 
Un Paese per essere veramente civile dovrebbe tutelare il merito e bandire una volta per tutte le logiche dello spoil system, intese come il sistema di distribuire cariche ai seguaci del partito vincente, perché proteggere i sogni e le speranze di chi si è impegnato con successo nello studio, oggi più che mai rappresenta una priorità irrinunciabile. Quindi si potrebbe aggiungere “Un Paese che non mette in sicurezza le speranze dei propri figli non è un Paese civile “.

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