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05.09.2025

Una docente: “La scuola non ama i suoi insegnanti, anzi; lancia loro il messaggio di non essere proprio desiderati”, ecco perché

La scuola fa passare la voglia di insegnare? Sono sempre di più le voci di docenti che lo affermano, purtroppo. In questi giorni è diventata virale la lettera di un insegnante a Il Corriere della Sera, da noi pubblicata qualche settimana fa.

L’autore è un insegnante, le cui parole sono state molto forti e amare: “La scuola di oggi chiede figure di ogni tipo tranne che insegnanti. Dunque nella scuola di oggi non c’è più spazio per me e per tutti quelli che pensano ancora che il compito principale della scuola dovrebbe essere quello di insegnare”, ha scritto.

“Vorrei tanto cambiare lavoro, ma non perché io non voglia più fare l’insegnante… al contrario! Vorrei cambiare lavoro proprio perché vorrei fare l’insegnante ma nella scuola, oggi, questa figura professionale non viene più richiesta”, così si conclude la lettera.

La replica

Un’altra docente ha risposto, sempre allo stesso quotidiano, dando ragione all’autore. Ecco la sua replica: “Come non essere d’accordo con il collega che desidera lasciare la scuola perché qui non è più consentito fare ciò che si ama? Anch’io mi trovo, come molti altri in questa situazione. Dopo 17 anni di insegnamento in cui ho messo tutta me stessa: corsi di formazione e aggiornamento continui, attivazione di progetti, passaggio di ruolo, trasferimenti su diverse scuole, che sembrano dei terni al lotto dove la burocrazia e anche alcuni dirigenti trovano sempre il modo di svalorizzarti, mi ritrovo ora a ricoprire un ruolo pensato per fare da tappabuchi: l’insegnante di potenziamento”.

“Questa figura invisibile che ti costringe a costruire progetti su progetti in solitaria e a essere a disposizione al bisogno per fare supplenze, dai contorni normativi fumosi non solo risulta essere un insegnante ma pure un insegnante di serie B. Il mio desiderio di collegare la scuola con la complessità del quotidiano e di aiutare i ragazzi a fronteggiarla, stando con loro in classe, la mia curiosità verso la scoperta continua cominciano a venire meno. La scuola è questa: non ama i suoi insegnanti anzi spesso lancia loro il messaggio di non essere proprio desiderati. Per questo condivido il pensiero del collega che vi ha scritto e sono sicura — come me — molti altri docenti. Ricordiamoci però che senza professori e professoresse che amano ciò che fanno e che vengono valorizzati la scuola non esiste”, ha concluso.

Docenti troppo stressati?

Sei insegnanti su dieci denunciano di vivere un costante stress lavorativo: questo quanto riportato da una ricerca condotta qualche settimana fa da Cisl Scuola Lombardia condotta su duemila insegnanti secondo quanto scrive Fanpage. “Tra le principali cause dello stress: un carico di lavoro eccessivo, la mancanza di supporto, il numero eccessivo di studenti per classe e le relazioni difficili con i genitori”, spiega Francesco Girolimetto, Direttore del Centro Studi BiblioLavoro.

Una docente bresciana, insegnante di lunga data, si è sfogata raccontando ciò che ha vissuto sulla sua pelle, l’evoluzione della scuola negli anni. Al primo posto delle fonti di stress, la docente ha messo il peso della burocrazia. “Abbiamo una burocrazia lenta, pesante, che al posto di facilitare il lavoro di noi insegnanti, lo complica. Un esempio lampante è la storia dei voti e dei giudizi: una storia infinita. Ogni ministro ha cambiato il sistema di valutazione. Un anno è capitato persino che nel primo quadrimestre dovessimo applicarlo in una maniera e nel secondo quadrimestre in un’altra. Tutto questo offusca la passione per l’insegnamento e intacca la voglia di andare avanti”.

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