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Una scuola paritaria evadeva il fisco

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L’evasione fiscale accertata ammonta a circa 620mila euro, infatti, le Fiamme gialle hanno appurato che l’istituto paritario era “completamente sconosciuto al fisco”. Oltre alla cifra rilevata dalla Finanza, l’istituto paritario, secondo quanto riportato in un articolo de La Repubblica Milano.it, avrebbe anche evaso l’imposta regionale (Irap) e l’imposta di bollo su tutte le ricevute emesse, dovuta quando l’operazione è esente da Iva. Si ricorda che con il DM 27/2005 per le scuole paritarie non si parla più di “concessione di contributi” ma di “partecipazione alle spese “, inoltre sempre con lo stesso Decreto Ministeriale è stata abbassata la soglia di alunni per classe (da 10 a 8) per l’accesso ai contributi, sono stati innalzati i livelli massimi dei contributi (12.000 euro per una scuola media inferiore, 18.000 per una scuola media superiore) e sono più che raddoppiati i finanziamenti per i progetti formativi (da circa 6 milioni di euro a oltre 13 milioni).
Già nel 2005 l’ammontare dei contributi alle scuole non statali era di circa 500 milioni di euro. Mentre oggi per fare un ipotetico esempio, una sezione di scuola materna privata paritaria può ricevere , in seguito a convenzione comunale, circa 14.000 euro, inoltre può ricevere circa 3.000 euro come contributo di miglioramento previsto da apposite leggi regionali. Considerando un contributo statale di circa 16.000 euro, il totale ipotetico fa 33.000 euro per classe (sezione). Quindi si può stimare che i contributi pubblici di Stato, regioni e comuni alle scuole private oggi raggiungano circa un miliardo di euro l’anno. Queste cifre fanno meglio comprendere il danno sociale che certi episodi di evasione fiscale possono procurare all’intera collettività.