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Uno spettro s’aggira per il Belpaese: l’analfabetismo funzionale più diffuso in Italia che in Europa

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L’impossibilità o la difficoltà di comprendere un testo scritto, interpretarne gli aspetti puramente estetici o contenutistici è ben nota, in letteratura e bibliografia generale, come analfabetismo funzionale; tale fenomeno, ampiamente diffuso in Italia, va a concentrarsi specie tra giovani, giovanissimi e tra gli alunni delle scuole primarie e secondarie.

Indipendentemente dal ruolo dei testi che vengono presi in esame a livello scolastico o universitario, il fenomeno fa anche riferimento all’impossibilità di comprendere le informazioni che circolano attorno alla persona, facendo sì che questa si senta smarrita e soggetta ad una delle peggiori infodemie, specie nell’evo pandemico che ha sovraccaricato di certo i canali d’informazione e aggiornamento costante.

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I dati del gruppo statistico PIAAC – OCSE, emessi e pubblicati a livello europeo, risultano chiari e diretti: gli italiani non leggono, e se si dedicano a tale utile e nutriente diletto lo fanno poco e assai male, essendo impossibilitati, in buona parte, a spingersi oltre il contenuto fattivamente materiale dei testi che vengono sottoposti dalle preferenze letterarie o dai docenti delle scuole e degli atenei sparsi per il Belpaese.

Il dossier OCSE: la lotta eterna tra gli italiani, la comprensione e la lettura

Testi dal linguaggio e dalla dialettica mista, non troppo lunghi e dal sapore barocco e artificioso. Questo il must di un utente letterario medio italiano, che si limita alla mera comprensione poco schematica e discretamente concettuale del contenuto di una pagina o più d’un testo di narrativa, trattatistica o manualistica che sia. 

Nel dettaglio, secondo i dati dell’indagine PIAAC – OCSE del 2019, riportati da Truenumbers, vi è un 5,5% che comprende solo informazioni elementari, contenute all’interno di testi molto brevi; un restante 22,2 % si limita all’assorbimento delle informazioni contenute in testi dal linguaggio misto, ma non troppo prolissi.

Un qualsivoglia utente diviene, se affetto da tale caratteristica o morbo contemporaneo, mero spettatore passivo di un testo che, invece, merita comprensione ed ascolto passivo, che si trovi su arcaiche pagine di un polveroso libro o su una luccicante e colorata pagina web. A livello globale, sono circa 773 milioni i giovani (tra cui studenti di scuole primarie e secondarie) ad essere affetti da analfabetismo funzionale, che li rende non più utenti, ma semplici osservatori passivi.

Tale valore, per via della recente, assillante e discontinua chiusura delle scuole e delle quarantene susseguitesi al fine di ridurre il rischio di contagio, è in netto aumento; questo sarà reso noto nel report annuale pubblicato da PIAAC – OCSE.

Una stringa di testo di un libro qualsiasi, parole messe in fila: duplice lo sguardo, l’interesse, la comprensione e l’erudizione che vi possiamo associare. I più colti ne sapranno identificare, senza merito alcuno com’è ovvio, l’essenza e l’anima; altri utenti saranno come a teatro, trovandosi ad assistere ad uno spettacolo intrattenuto in una lingua sconosciuto, povero di mimica e gestualità a supporto di quelle parole che sembrano fredde e anonime.

Questo rende il sistema Italia, come chiamano il Belpaese gli imprenditori e le autorità centrali, meno competitivo, impacciato, rallentato rispetto ad altre realtà europee che corrono vivacemente e a massima velocità sui binari del progresso culturale, tecnologico e scientifico. La concreta difficoltà per giovani, adulti e studenti generici ad inferirsi nel mercato del lavoro rende quest’ultimo sofferente, con il conseguente insorgere di crisi di settore e quindi di limitazioni allo sviluppo materiale.

Le soluzioni, com’è ovvio, sono costituite da formazione, training e istruzione, nonché da specifiche simulazioni utili a correggere o limitare gli effetti di questo disturbo culturale. Il tentativo ambizioso di proiettare il soggetto in una realtà multidimensionale costituita da informazioni rapide, non del tutto complete e parziali conferisce al fruitore un modello comportamentale più attento e paziente; ruolo centrale è svolto anche dai gruppi familiari in cui si inserisce la persona, che devono incoraggiare il saggio nutrimento della lettura.