Dal prossimo anno nel programma di letteratura italiana dei licei sarà inserito anche il melodramma: l’annuncio è arrivato alla Scala di Milano direttamente dal ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara.
Durante un incontro dal titolo ‘Il melodramma come letteratura nazionale’, alla presenza di un nutrito gruppo di studenti degli istituti milanesi Tito Livio, Virgilio e San Carlo, il numero uno del dicastero bianco ha ricordato l’importanza del melodramma nel creare l’identità degli italiani.
“Il cittadino comune – ha tenuto a dire il Ministro – non declamava l’infinito di Leopardi ma cantava il Va’, pensiero’” scritto da Giuseppe Verdi, per la parte musicale, e da Temistocle Solera, per il libretto.
Il melodramma, scrive l’agenzia Ansa, “sarà un capitolo della storia della letteratura italiana” e “sarà inserito nel programma come il Manzoni”.
Se ne occuperanno quindi i docenti di italiano, ma non dovranno svolgere corsi di formazione. E non serviranno neanche finanziamenti.
“Non ci saranno docenti ad hoc, non dobbiamo immaginare che un docente di lettere non conosca il Nabucco o il melodramma” ha aggiunto con accanto il sovrintendente del teatro Fortunato Ortombina che ha ricordato il legame fra Verdi e Manzoni e l’importanza per l’Italia di figure come Verdi e Toscanini.
Valditara ha spiegato che la storia della musica classica farà parte della formazione dalle primarie come “elemento della formazione della persona“.
A questo proposito, è stato annunciato che l’orchestra nazionale dei licei musicali debutterà il prossimo 6 marzo proprio alla Scala di Milano.
“La forza del destino, Don Carlo e Simon Boccanegra – ha sottolineato Ortombina – li considero non meno di romanzi”.
Questo significa, ha incalzato Valditara, che inserirli nei programmi scolastici, da cui erano stati esclusi per una sorta di ‘snobismo’ cento anni fa perché considerati troppo popolari, è “una piccola rivoluzione”.
Alla domanda se Verdi sarà quindi uno dei titoli della maturità 2027, il ministro dell’Istruzione ha risposto che se lo dicesse “sarebbe uno spoiler”.
Nei giorni passati, sempre il ministro Giuseppe Valditara si era mostrato aperto in merito alla possibile intregrazione, nei programmi scolastici, di cantautori come Guccini: “Lo abbiamo già previsto per i licei. I brani dei cantautori, ovviamente quelli che hanno un certo livello e una certa valenza poetica, possono essere tranquillamente oggetto di studio, così come abbiamo previsto che lo sia il melodramma, da Verdi a Puccini”.