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13.11.2025

“Valditara non all’altezza, come chi uccide le donne”: polemica sulle parole di Cherchi (M5S), ancora bufera alla Camera

Continuano gli attacchi alla Camera rivolti al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il tema su cui si sta dibattendo in aula, l’educazione sessuale e affettiva a scuola, in occasione dell’esame del ddl sul consenso informato, è praticamente ormai sullo sfondo.

La deputata del Movimento 5Stelle Susanna Cherchi, oggi, 13 novembre, ha usato parole forti nei confronti del Ministro. Cherchi, come scrive Il Giornale, ha chiesto ai colleghi “un po’ di carità cristiana nei confronti del ministro Valditara perché lui non sa quello che dice”.

Poi ha continuato: “Perchè lui non conosce l’argomento. L’unica cosa di cui è sicuramente consapevole è di non essere all’altezza. E quando una persona sa di non essere all’altezza paradossalmente diventa anche più violenta”. Ed ecco il paragone che ha scatenato la bagarre in aula: “Come le donne che vengono uccise dai mariti, perché i mariti sanno di non essere all’altezza di quelle donne e quindi le ammazzano. Ma lui poverino, ha bisogno di comprensione”.

Le scuse

La Cherchi ha poi voluto presentare le sue scuse a Valditara: “Desidero scusarmi con il ministro Giuseppe Valditara per le parole da me pronunciate in aula. Non era in alcun modo mia intenzione accostare il ministro ai comportamenti di uomini violenti e autori di femminicidi. Mi dispiace se c’è stato un fraintendimento. Su temi così delicati il rispetto istituzionale e la misura nei toni restano imprescindibili”. L’esponente pentastellata ha aggiunto: “Le scuse sono in ogni caso un atto dovuto a cui non mi sottraggo in alcun modo”.

La solidarietà a Valditara

“L’opposizione svilisce il dibattito parlamentare e la figura istituzionale del deputato con dichiarazioni ignobili come quella fatta dalla collega Cherchi del M5S che ha paragonato il Ministro Valditara all’autore di un femminicidio. Tutto questo dopo 48 ore di insulti e accuse infamanti da parte delle opposizioni di sinistra. Tutto questo dinanzi alle scolaresche in visita d’istruzione alla Camera e proprio mentre stavamo affrontando temi sensibili e importanti come la scuola e l’educazione dei nostri figli. Incapaci di confutare le tesi della maggioranza con contenuti validi, ricorrono prima alla menzogna, poi alla mistificazione e infine all’insulto e alla diffamazione. Sarebbe questa la dignità e l’onore con cui dovremmo rappresentare il popolo italiano?”, così il deputato della Lega Rossano Sasso, relatore del DDL Valditara.

Immediate le reazioni di solidarietà verso il ministro. “L’intervento della collega grillina Cherchi è stato inqualificabile, pieno – come purtroppo spesso accade – solo di insulti violenti, gratuiti e arroganti. Perfetto stile di una certa sinistra che ha dimenticato ogni idea di buon gusto e, soprattutto, di cosa sia il rispetto istituzionale. Attaccare in questo modo un ministro della Repubblica, per di più assente in Aula, è inaccettabile. A ben poco servono le scuse, tra l’altro tardive. Gli italiani meritano un dibattito all’altezza dei loro interessi, non di certo svilito con una veemenza da rissa al bancone”, così la deputata della Lega Simonetta Matone.

Valditara e la bagarre alla Camera

Ieri, 12 novembre, il ministro Valditara ha parlato alla Camera dei Deputati in merito al ddl sul consenso informato. Le sue parole hanno generato molte critiche: in aula c’è stata una vera e propria bagarre, tra urla e proteste.

Valditara ha affermato, ad alta voce: “È stato detto che con questo disegno di legge impediremmo l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, di informare i nostri giovani sui rischi delle malattia sessualmente trasmesse, è falso. È stato sfruttato un tema così delicato come quello dei femminicidi, sono indignato che abbiate detto che questa legge impedisca la lotta contro i femminicidi, vergognatevi, tutto questo non c’è in questa legge”.

Da qui la bagarre, con molti parlamentari che si sono alzati in piedi e la presidente di turno Anna Ascani che li ha richiamati più volte al silenzio. Valditara ha rivendicato “l’educazione alle relazioni, al rispetto e all’empatia, la vera affettività, il contrasto alla violenza di genere” svolta a scuola proprio per volontà del governo, scatenando urla e proteste.

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