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Aggiornato il 12.11.2025
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Educazione affettiva, Valditara sbotta: “Vergognatevi, avete sfruttato i femminicidi”, urla alla Camera. Poi si scusa – VIDEO

Redazione

Bagarre alla Camera, è scontro in merito alla questione dell’educazione sessuale e affettiva mentre si discute del Ddl sul consenso informato. Oggi, 12 novembre, a prendere la parola è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il via libera della Camera in prima lettura del Ddl è atteso tra oggi e domani.

Nel frattempo ieri, 11 novembre, la Lega alla Camera ha depositato un emendamento sull’educazione alla sessualità a scuola, parzialmente correttivo rispetto al testo approvato in commissione. Cade il “divieto” di fare attività di educazione sessuale con esterni nelle scuole medie, che vengono in tal modo equiparate alle superiori, dove si richiede per tali attività il consenso dei genitori che dovranno conoscere temi e materiale didattico.

Resta il divieto per la scuola dell’infanzia ed elementare, come previsto nel testo iniziale presentato il 23 maggio. La discussione del disegno di legge ‘Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico’ è iniziata oggi, 10 novembre, alla Camera.

Bagarre in aula

Valditara ha affermato, ad alta voce: “È stato detto che con questo disegno di legge impediremmo l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, di informare i nostri giovani sui rischi delle malattia sessualmente trasmesse, è falso. È stato sfruttato un tema così delicato come quello dei femminicidi, sono indignato che abbiate detto che questa legge impedisca la lotta contro i femminicidi, vergognatevi, tutto questo non c’è in questa legge”.

Da qui la bagarre, con molti parlamentari che si sono alzati in piedi e la presidente di turno Anna Ascani che li ha richiamati più volte al silenzio. Valditara ha rivendicato “l’educazione alle relazioni, al rispetto e all’empatia, la vera affettività, il contrasto alla violenza di genere” svolta a scuola proprio per volontà del governo, scatenando urla e proteste.

Durissime reazioni

Le parole di Valditara sono state accolte malissimo. “Quel ‘vergognatevi’ deve essere ritirato, sono parole indegne e non rispettose dell’opposizione del parlamento”, ha detto Andrea Casu, del Pd, come riporta Adnkronos. “Chiedo formalmente di richiamare il ministro”, ha fatto eco Marco Grimaldi, di Avs.

“Qui si parla di educazione affettiva e sessuale, ma il ministro Valditara dovrebbe cominciare a imparare cosa significa educazione. È arrivato con arroganza, aggressività e una violenza verbale inaudita, e ha avuto il coraggio di dirci che dovremmo vergognarci. A vergognarsi dovrebbe essere lui, per essersi presentato in aula solo per insultarci e poi essere andato via con la coda tra le gambe. Ieri, in commissione anti-femminicidio, è venuto il padre di una ragazza brutalmente uccisa, Gino Cecchettin. Ci ha parlato del protocollo sull’educazione affettiva e sessuale, che è bloccato. Ma le foto e i comunicati stampa dei mesi scorsi di Valditara ce li ricordiamo bene! Valditara ha parlato di “alleanza” su questi temi, ma la realtà è che in commissione Cultura tutti i nostri emendamenti sono stati letteralmente cestinati. Nessuna delle parole delle audite è stata presa in considerazione. Se davvero voleva parlare di alleanza, avrebbe accolto i nostri emendamenti e costruito un lavoro di rete. Invece siamo all’ennesimo atto di un governo che ignora il Parlamento, trasformando la democrazia in un fantasma. Il ministro Valditara dovrebbe chiedere scusa alle studentesse e agli studenti italiani, e smettere di calpestare il diritto all’educazione con arroganza e superficialità”, così la deputata M5S Stefania Ascari intervenendo in aula.

“Sa, Ministro, perché lei è così nervoso? Perché è corso qui in Aula dopo le nostre sollecitazioni e solo dopo le nostre sollecitazioni? Perché tutti gli insegnanti d’Italia sanno che le sue affermazioni non corrispondono al vero”, questo quanto ha affermato Elisabetta Piccolotti di Avs alla Camera.

“Il Ministro – prosegue la deputata rossoverde della Commissione cultura di Montecitorio –  non si è mai degnato di discutere con noi sul consenso informato, è venuto in aula, ha insultato l’opposizione e non ha dato nessuna risposta alle nostre richieste. Ad esempio non ha risposto alla richiesta di rispettare le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Né sul perché non si possano salvaguardare i progetti delle ASL. E glielo dico io perché: perché vuole aprire la porta della nostre scuole ad associazioni che predicano la castità e che suggeriscono di non usare il preservativo, che dicono l’aborto è omicidio e che – conclude Piccolotti – hanno un’ideologia antiscientifica e pericolosa”.

“La levata di scudi della Lega in difesa dell’assurdo comportamento tenuto dal Ministro Valditara oggi alla Camera è ancora più vergognosa del suo atteggiamento stesso. La classica toppa peggio del buco. I fatti parlano chiaro: Valditara, dopo che è stato totalmente assente nel dibattito parlamentare, entra nella discussione con un intervento puramente propagandistico sul suo disegno di legge, chiude insultando le opposizioni e poi va via. Siamo al secondo giorno di discussione ed ogni nostro intervento in parlamento è entrato nel merito di questa assurda proposta di legge. Dalla maggioranza invece solo silenzio, falsità e insulti”, così il deputato M5S Antonio Caso.

“Chiediamo la convocazione immediata di una capigruppo: in questo momento non c’è la serenità necessaria per affrontare un provvedimento così delicato come quello sul consenso informato previsto dal ddl Valditara. L’atteggiamento del governo, con la sua consueta arroganza, non favorisce il confronto, come dimostra la sceneggiata di questa mattina in aula del ministro Valditara. Noi dell’opposizione continueremo a rappresentare ciò in cui crediamo, portando avanti un punto di vista alternativo sui temi dell’affettività e della sessualità, fondamentali nel percorso educativo dei nostri ragazzi. In commissione cultura abbiamo ascoltato voci importanti, spesso ignorate o redarguite dalla maggioranza, e non accetteremo che questo clima si riproponga ulteriormente anche in aula come avvenuto fino ad adesso”, così la deputata M5S Anna Laura Orrico intervenendo in aula.

“L’opposizione si indigna per la replica del Ministro Valditara. Peccato che non si sia fatta scrupolo nelle ultime 48 ore in cui, nel praticare un ostruzionismo irrispettoso del tema affrontato, ha ripetutamente insultato la maggioranza. Si badi bene: non legittime critiche parlamentari, ma offese. Si va dal ‘malati di mente’ al ‘complici di femminicidi’, finendo con le ignobili parole del collega Iaria del M5S che ha deturpato l’aula della Camera con le sue dichiarazioni, secondo le quali ‘noi avremmo problemi sessuali e lui sarebbe disposto ad aiutarci’. Il dibattito parlamentare è stato umiliato dalle opposizioni, non da un Ministro che giustamente ha tutto il diritto di esprimere un giudizio politico, seppure forte, di critica politica rispetto a chi strumentalizza il dramma dei femminicidi per attaccare il Governo. La realtà è che PD, M5S e AVS hanno paura che le famiglie, grazie al consenso informato, possano essere centrali nell’educazione dei propri figli e quindi utilizzano lo strumento dell’ostruzionismo, ma non ci vengano a prendere in giro e soprattutto non prendano in giro gli italiani. Piena solidarietà al Ministro Valditara”, così il deputato della Lega Rossano Sasso, capogruppo in commissione Cultura, Scienza e Istruzione e relatore del ddl sul consenso informato.

La replica del ministro: “Mi dispiace se qualcuno di voi si è sentito offeso”

Ecco la replica del Ministro: “Sono il primo a ritenere che il dibattito debba essere svelenito da polemiche e toni forti. Voglio subito chiarire che le mie affermazioni non avevano un carattere personale. Erano affermazioni politiche su una scusa precisa, di non consentire la lotta contro i femminicidi”.

“A parti rovesciate avreste detto le stesse cose. Teniamo da parte il tema dei femminicidi, che ci vede alleati, dalla stessa parte per combattere il fenomeno. Contestualizziamo le mie affermazioni, che non erano rivolte a nessuno di voi in particolare, ma erano contestazioni di natura politica. Mi dispiace se qualcuno di voi si è sentito offeso. Ma vi assicuro che questo ddl non indebolisce in alcun modo la lotta contro la violenza di genere”.

La difesa della maggioranza

“Le accuse al ministro Valditara da parte delle opposizioni sono imbarazzanti e trovo aberrante la volontà di stravolgere un confronto che riguarda temi importanti legati alla scuola e ai nostri giovani, addirittura strumentalizzando episodi tragici, pur di esprimersi in maniera ideologica contro un provvedimento che non vieta e non ridimensiona il ruolo delle istituzioni, ma ne sottolinea l’importanza attraverso una sempre più rinnovata sinergia con le famiglie. Nessuno vuole vietare attività legate all’educazione affettiva, di genere, al rispetto della donna e alla prevenzione da fenomeni di violenza. Anzi, è stato fatto proprio il contrario, potenziando attività già avviate nelle scuole superiori su queste tematiche. Non capisco minimamente dove sia la deriva antidemocratica di cui parla questa sinistra in maniera strumentale e ideologica”, questo quanto dichiara la deputata della Lega e componente della commissione Cultura, Scienza e Istruzione Giovanna Miele.

“Il ministro Valditara ha tutto il diritto di difendersi e di replicare soprattutto se le accuse raggiungono livelli tali di gravità da mettere in discussione la sua stessa dignità. Il doppiopesismo della sinistra è senza limite. Pretende d’insultare chiunque con deliri e farneticazioni, fino alla spregevole accusa di favorire i peggiori reati sessuali e istigare addirittura alla violenza, per poi offendersi quando gli ‘imputati’ dei loro processi mediatici reagiscono con forza proporzionata alle loro infamie. Il ministro Valditara ha raccontato con verità e passione il contenuto di un disegno di legge efficace, innovativo e di contrasto a qualunque violenza di genere. Fossi stato al suo posto non mi sarei neppure scusato per aver utilizzato un volume della voce superiore alla consuetudine, perché l’opposizione deve capire che esiste un limite alle contumelie e allo stravolgimento della realtà. Troppo facile urlare, inveire, insultare, aggredire pensando di avere più diritti degli altri. La Camera dei Deputati non è un collegio di educande, dunque è giusto mettere l’anima nelle proprie argomentazioni, ma neppure  è il luogo della mistificazione impunita”, a dirlo il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. 

“Dopo aver sentito le parole del ministro Valditara e le sue precisazioni, doverose, agli attacchi e agli insulti che abbiamo sentito in Aula e non solo, ho finalmente trovato pace e serenità e inviterei l’opposizione a replicare punto per punto, articolo per articolo, e smentire quello che ha giustamente detto il ministro Valditara questa mattina. Considerato che la dialettica non è solo processuale, ma è anche parlamentare, sono desiderosa di ascoltare cosa hanno da dire adesso i colleghi all’opposizione che evidentemente hanno letto con superficialità e approssimazione quello di cui stiamo parlando. Viceversa, non si spiegherebbero le falsità che stanno raccontando alle famiglie italiane, al punto da strumentalizzare fatti drammatici su cui chiediamo rispetto e serietà”, così la deputata della Lega Simonetta Matone.

GUARDA L’INTERVENTO DI VALDITARA

Educazione sessuale, il focus della Tecnica della Scuola

Sull’educazione sessuale in questi giorni si è detto di tutto. Precisamente se ne discute dal 15 ottobre, quando è stato approvato alla Camera l’emendamento al Ddl sul consenso informato che estende il divieto di poter parlare di tematiche sessuali (per le figure esterne alla scuola) – oltre che ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria – anche a quelli della scuola secondaria di primo grado. 

Si è parlato quindi di divieto di educazione sessuale fino alle medie: il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha voluto però precisare: non è vero, ha detto, che non si può fare educazione sessuale a scuola; si potrà fare a livello di programmi, come previsto dalle Indicazioni Nazionali del Primo Ciclo e dalle nuove Linee Guida di Educazione Civica.

Ma quindi cosa cambierà nel concretoQual è lo stato delle cose? La Tecnica della Scuola ha voluto costruire un focus per fare chiarezza sull’argomento.

L’approfondimento

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Le interviste

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