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Valutazione scuola primaria, c’è chi propone la corrispondenza fra voti, giudizi e livelli di apprendimento

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Mentre il Ministero ha attivato la formazione per dare avvio alle novità previste dalle norme sulla valutazione nella scuola primaria, nelle scuole e anche in rete succede di tutto e di più.
Il fatto è che, nonostante le rassicurazioni che provengono anche dal Gruppo nazione di lavoro coordinato dalla professoressa Elisabetta Nigris, molte scuole sembrano intenzionate a fare tutto e subito e a non farsi trovare impreparati per la scadenza della valutazione quadrimestrale ormai molto prossima.
Ma la fretta, si sa, non sempre è una buona consigliera e così può anche accadere che si faccia qualche scivolone, seppure armati delle migliori intenzioni.
Per esempio diverse scuole dicono di aver già predisposto delle vere e proprie “tabelle di conversione” che mettono in corrispondenza voti numerici e livelli di apprendimento (avanzato, intermedio, base, in via di acquisizione).
Va detto che, purtroppo, pratiche di questo genere non sembrano ispirate a principi pedagogici scientificamente accettabili e, soprattutto, sono incongruenti con quanto prevedono le nuove norme.
Infatti, come abbiamo già avuto modo di scrivere in più di una occasione il modello di valutazione che emerge dall’ordinanza ministeriale del dicembre scorso fa riferimento alla valutazione formativa mentre il voto appare assai più legato a logiche sommative e classificatorie (se non addirittura sanzionatorie).
“Con pratiche di questo genere – commenta il pedagogista Enrico Bottero – si rischia di far rientrare dalla finestra ciò che la norma ha fatto uscire dalla porta.
La logica delle linee guida è del tutto antitetica a quella del voto come peraltro è già stato ampiamente dimostrato dalle ricerche docimologiche che da decenni hanno evidenziato che il voto è uno strumento né affidabile né attendibile”.

Il percorso da compiere è del tutto diverso: si tratta di partire dalla programmazione di istituto e di classe per arrivare alla valutazione degli obiettivi raggiunti e non raggiunti e ai processi di apprendimento messi in atto da ciascuno alunno.
Insomma, voto numero e giudizio descrittivo sono del tutto incommensurabili fra loro e il tentativo di creare corrispondenze o “tabelle di conversione” è destinato a fallire.

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