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12.11.2025

Vannacci torna ad esaltare la Decima Mas: eroi da insegnare a scuola, incarnano onore e dedizione alla Patria

“Va bene insegnare nelle scuole valori come la lealtà, l’onore, lo spirito di sacrificio, la dedizione alla Patria, che sono tutti valori che nella Decima Mas italiana dal ’40 al ’43 hanno impersonato quegli eroi. Li rivendico assolutamente, io non rinculo e non faccio passi indietro”. Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega e numero due del partito del Carroccio, è tornato a ribadire il concetto a margine di un appuntamento elettorale in corso a Napoli a sostegno del candidato del centrodestra Edmondo Cirielli.

Anche un paio di mesi fa, al termine del raduno di Pontida, l’ex generale si era espresso con un concetto simile: disse che si trattava di “giovani che facevano parte della decima Flottiglia Mas, erano i membri di un reparto speciale della Marina italiana – di matrice fascista, legati alla Repubblica di Salò, fondato da Junio Valerio Borghese, promotore di un tentativo di golpe militare nel 1970 portato alla luce dall’Espresso- che, a seguito dell’armistizio del 1943, scelse di continuare a combattere a fianco dei tedeschi nella Repubblica Sociale Italiano: si trattava dei giovani volontari, provenienti da tutta Italia, come i Nuotatori Paracadutisti, il Barbarigo e il Lupo, che si riunirono a La Spezia per organizzarsi in battaglioni”.

In quell’occasione Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista, disse che quella di Vannacci è “un’idea brillante, degna di chi confonde la storia con il merchandising nostalgico“.

Il senatore Pd, Francesco Verducci, ricordò che “Decima Mas sotto il fascista Valerio Borghese, che fu poi fondatore del Msi e nel 1970 tentò il golpe contro la Repubblica italiana, fiancheggiò i crimini del nazifascismo”.

L’11 novembre, Vannacci ha anche detto, cambiando tema, di non essere “spaventato per nulla dell’educazione sessuale nelle scuole, tant’è vero che ci sono i programmi che già la prevedono. L’educazione, così come previsto se non sbaglio dall’articolo 30 della Costituzione, è una attività che viene svolta prevalentemente dalle famiglie, se invece si vuole fare ideologia di genere a quel punto si deve chiedere il consenso alle famiglie e mi sembra una cosa correttissima”.

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