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Aggiornato il 17.02.2026
alle 11:02

Violenza a scuola, Valditara: “Col Dl sicurezza la combattiamo, metal detector su richiesta del ds. Genitore che aggredisce docente pagherà di tasca sua”

Intervenuto nel corso della trasmissione XXI Secolo, in onda su Rai Uno, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha parlato del tema della violenza a scuola. Ecco cosa ha detto:

Perché tanta violenza nelle scuole?

“Perché c’è nella società, c’è in molti giovani, in certi ambienti, abbiamo voluto per questo dare una stretta importante, una risposta forte in Consiglio dei Ministri e anche partendo dalla scuola con il cosiddetto metal detector – ha detto il Ministro – Armi in classe? E’ diventata quasi una moda, nasce in certi ambienti, su internet era facile acquistare dei coltelli, adesso col decreto non più. Bisogna innanzitutto stroncare questo fenomeno e agire sulle cause come abbiamo iniziato a fare noi per esempio nelle nuove linee guida sull’educazione civica parlando di educazione al rispetto. Da una parte la scuola deve prevenire, dall’altra però deve anche reagire perché portare un’arma impropria a scuola non è tollerabile. Non posso accettare che qualcuno parli di repressione, dobbiamo proteggere i nostri giovani, il personale scolastico”.

Metal detector a scuola

“Il metal detector mobile interviene solo quando è il preside e la scuola a richiederlo, non è un’azione contro la scuola ma per la scuola. Educare al rispetto, alle relazioni non era previsto in passato e noi lo stiamo facendo. All’interno delle scuole stiamo per inviare un questionario per capire come le scuole si stanno organizzando da questo punto di vista ma intanto c’è un’emergenza che va affrontata. Abbiamo approvato il dl sicurezza, dobbiamo combattere la violenza con le norme, non con le chiacchiere”.

Aggressioni da parte dei genitori ai docenti

“Ho espresso solidarietà al professore di Foggia, c’è un dato positivo, le aggressioni ai docenti hanno cominciato a scendere, 42 casi nell’anno 2023/24, 36 casi nel 2024/25, nei primi sei mesi di quest’anno sono stati 15, questa è la conseguenza delle nostre misure, abbiamo aumentato le pene in modo drastico, abbiamo reso vigente l’arresto in flagranza e quasi in flagranza nei confronti degli aggressori, abbiamo previsto per la prima volta anche il danno da immagine, tocchiamo nel portafoglio chi picchia un docente. Abbiamo previsto in certi casi anche la difesa legale dell’insegnante. Dobbiamo ridare autorevolezza e prestigio sociale agli insegnanti, cinquant’anni fa non era minimamente immaginabile perché c’era un rispetto diverso verso la figura del docente”.

Il decreto sicurezza come antidoto alla violenza? “Certamente, c’è anche la responsabilità dei genitori, se porti un coltello a scuola e se compi determinati atti con armi improprie, risponde dal punto di vista economico anche il genitore“.

Smartphone a scuola fa male

Valditara ha poi affrontato il tema del digitale e degli smartphone a scuola: “abbiamo speso come mai nella digitalizzazione nelle aule, abbiamo messo risorse nell’intelligenza artificiale, per la formazione dei giovani e dei docenti per il digitale, abbiamo previsto nell’educazione civica la formazione ad un uso corretto degli strumenti digitali ma ci siamo resi conto che il cellulare a scuola fa male per quanto riguarda gli apprendimenti. Persino l’Istituto Superiore di Sanità ha acclarato che si rende di meno studiando con il cellulare, fa male per quanto riguarda le relazioni sociali e soprattutto alla salute, calo della memoria, della concentrazione, della fantasia. Dobbiamo proteggere i nostri giovani”.  

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