Arriva anche il commento dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini sulle violenze che in questi giorni hanno sconvolto il capoluogo lombardo, e che secondo la polizia sarebbero commesse da soggetti giovani, in larga misura minorenni. “La società, i negozianti, i cittadini devono cercare di difendersi e non so come si possa fare per contenere minorenni incontenibili“, ha detto Delpini in un’intervista al Corriere della Sera. “Le forze dell’ordine hanno regole che i teppisti minorenni non osservano. Si dovranno quindi definire strategie legali ed efficaci. Io di questo non so niente. A me piacerebbe azzardarmi a stabilire rapporti, a condividere ore di scuola, partite di calcio, passeggiate in montagna“.
Proprio alla scuola e all’educazione il presule ha dedicato una parte importante della sua riflessione. “La comunità cristiana non ha la ricetta dell’educazione, ma piuttosto dovrebbe creare le condizioni perché il Maestro interiore, con il dono dello Spirito Santo, possa insegnare le vie del bene“, ha detto. “Gli oratori possono aiutare chi li frequenta. Ma credo che chi frequenta gli oratori debba essere incoraggiato ad aiutare chi non li frequenta. Una volta forse si consigliava di buttare fuori la mela marcia perché il marciume non contagiasse le mele sane del cesto. Credo che invece che di mele, si dovrebbe parlare di lampade: chi accoglie Gesù diventa come una lampada che può regalare luce per tutti“.
Per quanto riguarda le responsabilità dei genitori, l’arcivescovo ha invitato a non generalizzare. “Non c’è un manuale per fare il papà e la mamma“, ha osservato. “Forse ci sono adulti che non sono contenti di essere adulti e i ragazzi si convincono che non valga la pena di diventare adulti. Quindi – si chiederanno – perché siamo al mondo? Forse la grammatica fondamentale del vivere, che distingue bene e male, è diventata troppo difficile e il riferimento a Dio è diventato fumoso e addirittura antipatico. Perciò quale ragione ci sarebbe per fare il bene ed evitare il male?”, ha concluso Delpini. “Ha un fondamento serio la tragica interpretazione della storia che dice: se Dio non esiste, allora tutto è possibile!“.