L‘islamizzazione delle scuole è in atto? A quanto pare sì, almeno secondo gli esponenti della Lega, che negli ultimi mesi sono all’attacco e pronti a scovare nuovi tentativi di “cancellare la nostra identità” partendo proprio dai banchi.
L’ultimo caso riguarda una scuola del milanese: una semplice uscita didattica si è trasformata, nel giro di pochi giorni, in un caso. Era prevista una visita in una moschea: la gita è stata poi annullata, come riporta Fanpage, a causa della sopravvenuta indisponibilità dell’associazione culturale coinvolta a condurre le attività concordate “dopo le pressioni politiche”.
L’europarlamentare Silvia Sardone e il capogruppo regionale Alessandro Corbetta hanno parlato di “scuola trasformata in laboratorio di islamizzazione”, di un’attività che non sarebbe una semplice visita culturale, ma un percorso volto a “promuovere” l’Islam.
Nel mirino anche il programma della giornata – laboratori sui cinque pilastri, sulla figura di Maometto, sulla scrittura araba e sui diritti delle donne – considerati ideologici e fuori luogo.
La replica dell’Istituto non si è fatta attendere. L’uscita, ha spiegato la dirigente, è stata approvata all’unanimità dagli organi collegiali e rientra in un percorso educativo già sperimentato. “Non si tratta di un momento di culto, ma di conoscenza”, ha spiegato a Fanpage. “Nessuna preghiera, nessuna adesione religiosa richiesta. Solo osservazione, studio e confronto”.
Gli studenti coinvolti, ha spiegato ancora la preside, sono ragazzi di terza media che “da anni affrontano lo studio delle religioni” e “nel rispetto reciproco e nel confronto tra le differenze”. L’istituto ha, poi, ricordato di celebrare regolarmente il Natale e la Pasqua, di esporre il crocifisso e di proporre momenti di riflessione legati alla cultura cattolica. “Altro che rimozione delle radici”, ha sottolineato la preside. “Semmai, integrazione delle conoscenze”.
“La nostra scuola non indottrina nessuno. Non spinge nessun alunno verso determinate idee politiche o religiose, ma educa al rispetto di tutti”, ha concluso la preside.