Il dimensionamento scolastico in Calabria è stata una procedura mastodontica, anche perché era dal 2012 che in Calabria non si era operato un dimensionamento scolastico come era avvenuto in altre Regioni italiane. Il grande numero di accorpamenti, fusioni e aggregazioni, ha rimodulato profondamente gli incarichi dirigenziali triennali disposti dall’USR Calabria in relazione proprio alla forte riduzione di istituzioni scolastiche. Arriva dal Tribunale ordinario di Cosenza, sezione Lavoro, una recentissima sentenza del 20 marzo 2026, che, se applicata, andrebbe ad annullare numerosi incarichi dirigenziali triennali decretati da circa due anni dall’USR Calabria. Una vera e propria rivoluzione delle assegnazioni dei dirigenti scolastici fatta sulla base di presunte fusioni tra scuole che, dal punto di vista dei giudici del lavoro cosentini, sarebbero dovute essere aggregazioni e non fusioni.
La sentenza del tribunale del Lavoro di Cosenza prende inizio per la causa iscritta al n. 2253/2025 R.G. ed arriva in data 20 marzo 2026 per effetto della decisione del giudice Dott.ssa Silvana D.Ferrentino.
Nella suddetta sentenza viene dichiarato il diritto della ricorrente ad essere confermata, nell’ambito delle operazioni di attribuzione degli incarichi dei Dirigenti Scolastici: conferme, mutamenti, mobilità interregionale con decorrenza dal 01/09/2024. In buona sostanza la ricorrente era incaricata in una scuola della provincia di Cosenza che era stata accorpata ad altra scuola, attraverso una “fusione” tra due scuole e non attraverso una procedura di “aggregazione”. Nella cosiddetta “fusione” tra scuole, generata dall’applicazione della procedura di dimensionamento scolastico, la ricorrente era stata individuata perdente posto e quindi dirigente scolastica soprannumeraria. Se la procedura di dimensionamento avesse invece previsto un atto di aggregazione tra la scuola della ricorrente e altra scuola, allora la ricorrente non avrebbe perso il posto perché dirigente scolastica della scuola accorpante e non della scuola accorpata.
La sentenza del 20 marzo 2026 del tribunale di Cosenza sostiene il principio delle aggregazioni e non quello delle fusioni, ridisegnando completamente, nel caso in specie, ma si presume che potrebbero esserci numerosi casi similari in Calabria, gli incarichi dirigenziali dell’1 settembre 2024.
Adesso su questo caso spinoso dovrà intervenire l’USR Calabria per ragionare sulle strategie da potere adottare. L’USR Calabria potrebbe tentare la strada di impugnare la sentenza attraverso una procedura di natura giuridica oppure, rivolgendosi al MIM, anche di natura legislativa. L’altra strada potrebbe essere quella di rendere esecutiva la sentenza, ma con il rischio domino dietro l’angolo e quindi una nuova tornata di incarichi dirigenziali triennali su tutta la Regione a partire dall’1 settembre 2026. Una cosa è certa, il caso è spinoso, ma siamo certi che la dott.ssa Loredana Giannicola, nuovo direttore generale dell’USR Calabria, saprà operare al meglio garantendo il rispetto delle norme legislative e delle sentenze.