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2/3 degli internauti favorevoli a un documento identificativo per navigare

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Ormai il livello e la diffusione delle fake news, i finti account e i comportamenti scorretti, protetti però dall’anonimato, sono così tanti e così  inaccettabili che infastidiscono la maggior parte degli internauti italiani, il 76,8% dei quali sarebbe è favorevole all’introduzione dell’obbligo di fornire un documento di identità all’atto di iscriversi a un social network.

Il rapporto Agi-Censis

A dirlo è il rapporto Agi-Censis presentato alla camera in occasione dell’Internet Day.

Nel dettaglio, il 33,2% vorrebbe la verifica sull’identità per evitare profili anonimi, il 28,7% per fare in modo che gli utenti rispondano direttamente dei loro comportamenti in rete, e il 14,9% per controllare l’età minima di iscrizione.

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I contrari

Il 12,3% si dice invece contrario perché sarebbe un altro modo di fornire informazioni alle aziende, mentre il 10,8% ritiene che in rete si dovrebbe essere liberi, anche di creare un profilo anonimo. Sempre in base alla ricerca, il 73,4% degli utenti internet fa un uso continuativo dei servizi di messaggistica istantanea durante il corso della giornata, il 64,8% scambia mail e il 61% sta sui social, mentre solo il 3,7% non usa mai le chat, lo 0,8% le email e il 6,4% i social.

La gratuità favorisce gli abusi su internet

La situazione però cambierebbe se tutto ciò non fosse gratis: l’introduzione di un canone di pagamento o tariffa determinerebbe l’abbandono di circa 2/3 degli utenti.

L’indagine individua 6 profili degli utenti internet tipo in Italia:

il 51,1% sono “internauti standard” e usano assiduamente tutti i servizi internet,

il 14,3% sono dipendenti dai social,

il 10,7% iperconnessi.

Solo il 9% sono utenti casuali,

l’8,6% utenti di “vecchia scuola” che usano strumenti e funzionalità più datati

e il 6,3% “global-nosocial” che usano intensamente tutti i servizi ad eccezione dei social.

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